Bisceglie, Coordinamento Diritti Umani: una tragedia che interroga la coscienza collettiva

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo dolore e partecipazione per la tragica morte di Alicia Amoruso, una giovane vita spezzata in modo improvviso e inaccettabile mentre percorreva uno spazio pubblico che avrebbe dovuto garantirle protezione e sicurezza.

La vicenda, avvenuta a Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani, non può essere ridotta a un evento eccezionale o a una semplice conseguenza del maltempo: essa si colloca all’interno di un quadro più ampio che chiama in causa la qualità della cura del territorio, la responsabilità delle istituzioni e, soprattutto, il livello di consapevolezza civica diffusa.

Il diritto alla vita e alla sicurezza non è un principio astratto, ma una condizione concreta che deve essere garantita attraverso politiche lungimiranti, manutenzione costante e prevenzione sistematica. Quando una giovane cittadina perde la vita in un contesto ordinario – una strada urbana, al ritorno da scuola – si manifesta una frattura profonda tra i diritti formalmente riconosciuti e la loro effettiva esigibilità.

In questa prospettiva, la tragedia di Bisceglie assume anche un valore fortemente educativo. Essa evidenzia la necessità di ripensare il ruolo della scuola e della comunità educante nel promuovere una cultura della sicurezza che non sia episodica o emergenziale, ma strutturale e condivisa. Educare ai diritti umani significa anche sviluppare competenze critiche nei confronti del territorio: saper leggere i rischi, comprendere l’importanza della prevenzione, partecipare attivamente alla vita civica segnalando criticità e contribuendo alla loro risoluzione.

È urgente, pertanto, integrare nei curricoli scolastici percorsi interdisciplinari che connettano educazione civica, sostenibilità ambientale e sicurezza urbana. I cambiamenti climatici, con l’intensificarsi di eventi atmosferici estremi, rendono sempre più evidente quanto la gestione del verde pubblico e delle infrastrutture non possa essere trascurata o affidata a logiche emergenziali. In questo senso, la scuola deve diventare laboratorio di cittadinanza responsabile, capace di formare cittadini consapevoli e partecipi.

Al contempo, è necessario promuovere un’alleanza educativa tra istituzioni, enti locali e comunità, affinché la sicurezza non sia percepita come un tema tecnico riservato agli addetti ai lavori, ma come un diritto condiviso e un dovere collettivo. La manutenzione del territorio, la trasparenza amministrativa e la tempestività degli interventi devono essere parte integrante di una cultura democratica matura.

Il dolore per la perdita di Alicia interpella ciascuno di noi. Non può e non deve restare confinato nella dimensione emotiva o nella cronaca. Deve trasformarsi in responsabilità, in impegno concreto, in rinnovata attenzione verso quei diritti che troppo spesso diamo per acquisiti, ma che richiedono cura quotidiana.

Alla famiglia, agli amici, alla comunità scolastica e cittadina va la nostra più sincera vicinanza. La memoria di Alicia deve diventare un richiamo forte e duraturo alla necessità di costruire ambienti di vita sicuri, inclusivi e rispettosi della dignità umana.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

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