Ucciso in discoteca, il direttore del locale ‘colpiti e addolorati’

“Siamo profondamente colpiti e addolorati da quanto accaduto.

Per questo sentiamo il dovere di rivolgere un appello forte e sincero al territorio, alle famiglie e soprattutto ai più giovani: i luoghi di aggregazione devono restare spazi di condivisione, musica e socialità, lontani da ogni forma di violenza.
La sicurezza è un impegno comune che coinvolge tutti”. È un passaggio della lunga nota firmata da Roberto Maggialetti, direttore del Divine club, la discoteca di Bisceglie, nel nord Barese, in cui ieri è stato ferito a morte il 43enne barese, Filippo Scavo.
“Riteniamo che l’accaduto sia riconducibile a un gesto individuale violento, posto in essere con modalità non conformi e al di fuori di ogni possibilità di controllo preventivo da parte dell’organizzazione del locale”, spiega Maggialetti puntualizzando che “nonostante l’impegno costante nel garantire un ambiente sicuro e controllato, esistono comportamenti isolati e imprevedibili che non possono essere in alcun modo ricondotti alla responsabilità della struttura”. Nella nota, viene ribadito che “la sicurezza è da sempre al centro del nostro operato” e che “anche nella serata di sabato, vista la forte affluenza, erano attivi controlli con metal detector manuali, affiancati da un servizio di sicurezza interno qualificato e strutturato”. Il locale “opera adottando standard di sicurezza elevati – sottolinea Maggialetti – superiori a quelli richiesti dalla normativa vigente, con personale addetto al controllo degli accessi e al monitoraggio costante dell’andamento della serata”.
Nell’ambito delle indagini è stata sottoposta a sequestro “esclusivamente una porzione limitata del locale, al solo fine di consentire lo svolgimento delle indagini”. “La direzione ha garantito la massima collaborazione alle autorità competenti, mettendo immediatamente a disposizione tutte le informazioni utili e le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza presenti all’interno e all’esterno della struttura”, prosegue Maggialetti. “In questo momento prima di ogni aspetto tecnico, resta il peso umano di quanto accaduto. È un episodio che non rappresenta ciò che siamo né il lavoro che quotidianamente portiamo avanti con serietà, sacrificio e rispetto delle regole”, conclude.

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