A Bisceglie il presidio per la Palestina in occasione del 78° anniversario della Nakba

Il circolo ARCI “Oltre i Confini”, il Gruppo Amnesty International, Pax Christi e la sezione Anpi Michele D’Addato invitano la cittadinanza a partecipare al presidio in solidarietà al popolo palestinese che si terrà venerdì 15 maggio alle ore 18:30 presso Piazza San Francesco a Bisceglie.

L’iniziativa si svolge in occasione del 78° anniversario della Nakba, la “catastrofe” che nel 1948 segnò l’espulsione forzata di oltre 800mila palestinesi dalle proprie case e dalle proprie terre, provocando una diaspora che ancora oggi frammenta il popolo palestinese tra Gaza, Cisgiordania, Israele, Giordania, Siria e Libano. Una ferita storica mai rimarginata e ancora profondamente viva nella memoria collettiva palestinese.

A distanza di 78 anni, la popolazione palestinese continua a subire violazioni sistematiche dei diritti umani e del diritto internazionale. In particolare, la situazione nella Striscia di Gaza rappresenta oggi una delle più gravi catastrofi umanitarie contemporanee: migliaia di civili continuano a morire sotto assedio, mentre a un’intera popolazione viene negato l’accesso a beni essenziali come cibo, acqua, energia elettrica, cure mediche e assistenza umanitaria.

Il blocco imposto sulla Striscia di Gaza continua ad essere utilizzato come strumento di punizione collettiva nei confronti della popolazione civile palestinese. Destano inoltre forte preoccupazione i recenti attacchi e le azioni di interdizione avvenute contro la Global Sumud Flotilla, missione civile internazionale nata per rompere l’assedio e portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, così come il trattamento riservato agli equipaggi impegnati nelle iniziative di solidarietà internazionale.

Ulteriore allarme suscita il recente irrigidimento delle politiche repressive del governo israeliano. In particolare, il nuovo emendamento approvato dal Knesset su proposta del partito del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir amplia l’applicazione della pena di morte nei tribunali militari e civili. Una misura che numerose organizzazioni per i diritti umani denunciano come fortemente discriminatoria e suscettibile di applicazione quasi esclusivamente nei confronti della popolazione palestinese, introducendo un ulteriore arretramento sul piano delle garanzie fondamentali e del diritto internazionale.

Allo stesso tempo, anche in Italia cresce la preoccupazione per il clima di repressione del dissenso e per i tentativi di limitare la libertà di espressione e di critica politica. In questo quadro si inseriscono il ddl n.1004 sul contrasto all’antisemitismo e le proposte legislative che assumono la definizione IHRA di antisemitismo, spesso contestata da giuristi, associazioni e organizzazioni per i diritti civili per il rischio di equiparare antisionismo e antisemitismo, comprimendo il diritto di critica verso le politiche dello Stato di Israele.

Riteniamo fondamentale distinguere con chiarezza ogni forma di antisemitismo, che va contrastata senza ambiguità, dalla legittima critica politica verso le azioni di un governo e dalle mobilitazioni in solidarietà al popolo palestinese.

In un contesto segnato dalla criminalizzazione delle proteste e delle pratiche di solidarietà internazionale, crediamo sia necessario continuare a costruire spazi pubblici di partecipazione, informazione e mobilitazione collettiva.

Gli avvenimenti di questi ultimi giorni, la presenza della criminalità organizzata sul nostro territorio, così come la tragica uccisione per motivi razzisti di Bakari Sako, avvenuta lo scorso 9 maggio a Taranto, ci parlano della riproduzione degli stessi codici di dominio e di potere basati sull’uso della forza e della prepotenza.

Per questo la comunità biscegliese, così duramente colpita dagli avvenimenti dell’ultimo mese, non può che guardare con ammirazione alla resistenza, alla dignità e alla tenacia del popolo palestinese.

Mobilitarsi per la Palestina significa oggi riaffermare i principi di giustizia, autodeterminazione dei popoli, uguaglianza e tutela universale dei diritti umani.

Per questo invitiamo tutta la cittadinanza, le associazioni, le realtà sociali e culturali del territorio a partecipare al presidio del 15 maggio, per rompere il silenzio e testimoniare vicinanza al popolo palestinese.

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