In molti Comuni pugliesi nei giorni scorsi sono state emanate ordinanze di applicazione della Legge Regionale n. 38/2016 che disciplina il contrasto agli incendi boschivi e d’interfaccia. I proprietari, affittuari o detentori di terreni (anche incolti) hanno l’obbligo, entro il 31 maggio, di pulire e rimuovere le sterpaglie, nella fascia 5-15 metri dal perimetro, al fine di creare delle fasce protettive che prevengano roghi e contrastino la propagazione.
La norma ha particolare rilevanza nelle zone di “interfaccia” dove cioè la vegetazione si trova a ridosso di centri abitati, proprio per evitare che questi possano essere coinvolti.
L’inosservanza dei suddetti obblighi comporta l’applicazione di sanzioni amministrative dai 500 a 5.000 euro e, in caso di incendi, anche di responsabilità penali.
Anche i Comuni hanno degli obblighi: recepire la normativa regionale nel proprio piano di prevenzione, emanare ordinanze specifiche che individuino le aree a rischio e vigilare sul rispetto di tali obblighi.
Ora le riflessioni da fare sono due.
La prima. Tali azioni vanno fatte non perché lo dice la Legge (non solo) ma perché è una precauzione a nostra tutela; gli incendi d’estate possono capitare (vedi quello di successo il 13/05/2026 in un supermercato della città), e prevenirli è nell’interesse di tutti.
La seconda. Il nostro Comune ha emanato tale ordinanza con atto del 30 aprile 2026, ma nel momento in cui si chiede ai privati di pulire i loro fondi per una questione di sicurezza e igiene (oltre al rischio incendi c’è anche la proliferazione di insetti), il Comune non dovrebbe esser il primo a dare l’esempio sulle aree di propria competenza? A titolo indicativo vedasi:
· la pump track nel quartiere San Pietro, talmente piena di erbacce da diventare impraticabile d’estate a causa della presenza dei “baciapiedi che forano le ruote delle loro bici” (vedi foto) come ci hanno riferito i ragazzi che la usano;
· la pista di salnitro, talmente trascurata da indurre privati cittadini ad intervenire con mezzi propri per arare ed eliminare l’erba (vedi foto);
· alcune vie del quartiere San Francesco-Seminario talmente trasandata da sviluppare erbacce che superano l’altezza di un bimbo o da rendere completamente non fruibili alcuni marciapiedi (vedi foto).
Nei prossimi giorni vi sarà un consiglio monotematico su “sicurezza e criminalità”; bene, siamo contenti che si sia presa coscienza della problematica e se ne parli! Ma, a nostro avviso, serve anche un consiglio monotematico sulle manutenzioni!
Serve rivederne:
· la programmazione e puntualità degli interventi;
· la dotazione economica a bilancio in caso sia insufficiente ad assicurare gli interventi necessari;
· il potenziamento degli uffici preposti nel caso in cui siano sotto organico rispetto a scadenze e impegni;
· un aggiornamento sul termine dei lavori di manutenzione straordinaria delle infrastrutture ed edifici pubblici;
· il fine della manutenzione, non più riguardante solo lo stato o il funzionamento, ma anche l’impatto su sicurezza, decoro e igiene.
La politica non può rimanere a guardare senza porsi alcun problema su di una situazione evidente a tutti tranne a qualcuno.
Il gruppo di cittadinanza attiva Spazio Civico Bisceglie.
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