Il 30 maggio Nicoletta Spina presenta “L’origine del male non è sconosciuta” alle Vecchie Segherie Mastrototaro

Il calendario culturale di maggio delle Vecchie Segherie Mastrototaro si conclude con un appuntamento dedicato alla riflessione psicologica e sociale. Sabato 30 maggio, alle 19:30, Nicoletta Spina presenterà il saggio innovativo “L’origine del male non è sconosciuta” (Armando Curci Editore), che esplora i lati più oscuri dell’età evolutiva.

Il testo, scritto con Marta Perrucci e arricchito dai contributi scientifici di Maria Rita Parsi, Erica Francesca Poli e Martin Miller, si propone di scardinare molti tabù sulla crescita e sui metodi educativi tradizionali. L’incontro del 30 maggio sarà moderato da Lucia Spina.

Le radici del male: da Alice Miller ai grandi personaggi storici

Il saggio sviluppa e approfondisce il lavoro pionieristico di Alice Miller, la celebre psicologa svizzera che per prima si oppose ai dogmi della psicoanalisi classica, denunciando i danni devastanti degli abusi psicofisici subiti dai bambini all’interno delle mura domestiche. Le autrici offrono una panoramica completa sulla vita controcorrente della Miller, utilizzandone le teorie per analizzare le biografie di figure storiche e iconiche come Adolf Hitler, Nicolae Ceaușescu e Marilyn Monroe.

Attraverso lo studio della loro infanzia, il libro dimostra come l’origine delle derive distruttive o tragiche di queste esistenze sia direttamente collegata ai traumi e alle violenze subite da parte delle prime figure di attaccamento. Non si tratta di giustificare, ma di comprendere i meccanismi con cui il dolore rimosso si trasforma, da adulti, in violenza o autodistruzione.

Guardare in faccia la realtà dell’infanzia

Il testo introduce e discute concetti chiave della psicologia del trauma, come la cosiddetta “pedagogia nera“, ovvero quell’insieme di pratiche costrittive e violente storicamente accettate, e introduce la figura del “testimone compassionevole“, colui che può salvare un bambino ferito semplicemente accogliendo la sua verità.

L’obiettivo del saggio è squarciare il velo di omertà che ancora oggi circonda la violenza sui minori, spesso minimizzata o ribattezzata da molti adulti come semplice “metodo educativo”. Quello delle autrici è un vero e proprio appello a un risveglio della coscienza collettiva: solo guardando in faccia la realtà dell’infanzia di ciascuno si può sperare di interrompere la catena transgenerazionale del trauma.

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