Refezione scolastica, Spazio Civico: perché non c’è mensa a settembre e a giugno?

“In questi giorni è aperto l’avviso per l’iscrizione alla MENSA SCOLASTICA, scuole dell’infanzia ed elementare, per il periodo che va dal 1° ottobre al 31 maggio.

In merito a tale questione vogliamo evidenziare un PROBLEMA che colpisce tantissimi genitori di bimbi che frequentano la SCUOLA DELL’INFANZIA (3-5 anni) che termina l’anno scolastico il 30 giugno: l’ASSENZA della MENSA a GIUGNO e SETTEMBRE.

QUESTA CARENZA COSTRINGE I BIMBI ALL’USCITA ANTICIPATA (entro le 13.00) rendendo impossibile il turno pomeridiano (fino alle 16) sia a settembre che a giugno; COMPLICANDO L’ORGANIZZAZIONE FAMILIARE, la conciliazione col lavoro dei genitori ed INCIDENDO tantissimo sia nella scelta della scuola (pubblica o privata che invece copre anche giugno), sia nell’ECONOMIA familiare dovendo sopperire a tali mancanze con baby sitter, assenze al lavoro o (per chi ha la fortuna di averli) con i nonni.

Chiediamo pertanto all’Amministrazione comunale, Sindaco e Assessor*: PERCHÉ SE LA SCUOLA DURA FINO AL 30 GIUGNO, LA MENSA DURA FINO A MAGGIO?

Perché il REGOLAMENTO sulla refezione (approvato in consiglio comunale) dice “il servizio è espletato per tutto l’anno scolastico, con inizio 1° ottobre e termine 31 maggio”? Ma se è espletato per tutto l’anno e l’anno termina il 30 giugno, allora anche il servizio dovrebbe terminare a maggio?

Così facendo L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE AVALLA UNA CATTIVA PRASSI che vede, di fatto, la scuola pubblica dell’infanzia terminare un mese prima del previsto, costringendo tanti genitori a ritirare prima i propri bimbi da scuola e a cercare delle soluzioni a pagamento per sopperire a tale mancanza, decisa dall’Amministrazione comunale.

In un’epoca in cui si fanno meno figli, dove il trend demografico è negativo, dove alcuni Comuni offrono persino il servizio di campo estivo, che fa il COMUNE DI BISCEGLIE TOGLIE APRIORISTICAMENTE UN MESE E MEZZO DI MENSA E QUINDI LA POSSIBILITÀ DI FRUIRE DEL TEMPO PROLUNGATO (ad esso collegato) sia a giugno che settembre?!

SE IL PROBLEMA È ECONOMICO, caso in cui il Gestore non abbia convenienza a fornire il servizio al di sotto in un certo numero di pasti, allora perchè il Comune non interviene sulle condizioni del capitolato al fine di garantire l’erogazione dei pasti, e il normale orario della giornata scolastica, anche a giugno e settembre? Di certo qualsiasi soluzione trovata sarebbe un aiuto per i genitori che al momento devono pagare ore e ore di baby sitter o campi estivi privati, provvedere da sé per il pasto ed organizzarsi con lavoro..

SE IL PROBLEMA invece È IL CALDO, allora non si spiega perché il caldo sia un problema negli asili pubblici ma non in quelli privati, o perché non lo sia fino alle 13 ma lo diventi alle 13.01.

SI LASCI ai genitori LA POSSIBILITÀ DI SCEGLIERE (come avviene tutto l’anno), se beneficiare della mensa e quindi del turno prolungato, a giugno e a settembre; SENZA CREARE di fatto DISCRIMINAZIONI TRA SCUOLE PUBBLICHE E PRIVATE (che offrono mensa e turno prolungato fino a fine giugno, con lo stesso caldo e gli stessi costi dei pasti delle scuole pubbliche); senza fare della fruizione della scuola dell’infanzia pubblica una possibilità concessa solo a chi hai dei nonni o un genitore che non lavora.

Leonardo Di Molfetta

portavoce di Spazio Civico Bisceglie.”

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