Ponte Lama, ricchezza o povertà?

Man mano che raccolgo notizie, leggo commenti, verifico la situazione anche sul campo mi rendo sempre più conto che quella del Ponte Lama è una vicenda non facile, fatemelo dire con l’espressione che ci rimanda a un senso, anche se io amo i gatti, ” una brutta gatta da pelare”. Una storia di sottovalutazioni, di ripicche, di manine corte di chi doveva mettere i soldi, di competenze e che ancora oggi è affrontata con lo spirito sbagliato di chi rimesta dentro la pignata. E fatemelo dire ancora, è il regalo avvelenato al nuovo Sindaco di Trani, da parte di chi lo abbia fatto lo faccio decidere a Voi, ma non è su questo che cerco attenzione.

Quei 5 milioni di euro per i lavori al Ponte Lama sono stati una manna.

E allora come è stato possibile che questa ricchezza si sia trasformata in povertà?

Andiamo alla sostanza, quei lavori a quel ponte erano improcrastinabili, storici,  e la messa in sicurezza non può essere rinviabile o rinviata.

Qui cominciano i problemi. Quella del Ponte è, a parte i problemi di sicurezza, un’ area di cantiere, prima della fine dei lavori non potrà essere riattivato. E prima li finiamo meglio è. Ma quando li finiremo? La mia previsione, secondo la mia esperienza ,nella migliore delle ipotesi, se non sorgono problemi tecnici, è nella primavera del 2028. Significa un altro anno e mezzo. Ma c’è chi parla di oltre due anni.

A parte gli esodati della Dalmazia di oltre il ponte, a cui addirittura avevano privato pure le fermate degli autobus, che ne sarà, durante questo tempo, di tutto il tessuto economico e produttivo di quella parte e di questa parte del territorio, già duramente provato sia come qualità della vita, mentre in tanti rischiano di chiudere ? Non credo sia sufficiente : scusate il disagio.

Il territorio della Lama è complesso dal punto di vista idrogeologico e con dei vincoli, e non consente strade di cantiere percorribili . Il lato mare a parte la strada panoramica ciclabile e per pedoni non consente soluzioni. La 16 bis, a parte che tanta gente per varie ragioni ha paura, non la percorre e non intende percorrerla, poi ci sono sempre cantieri, in quel tratto sta diventando pericolosa, anche perché si riversano mezzi non autorizzati, i più disparati, che non trovano altra strada di uscita. E poi c’è il problema serio del Pronto Soccorso di Bisceglie da raggiungere da Trani, Dio non voglia. Al momento chi parte da Matinelle ha bisogno di 45-50 minuti almeno per raggiungerlo.

In questo momento quell’ Ospedale, quel Pronto Soccorso, che sono diventati negli anni un fiore all’occhiello, vanno difesi.

Era stata indicata come strada alternativa Via Crosta, la via degli ulivi alberati come diceva il conte Spagnoletti Zeuli o via Croazia o meglio via delle Cave, come è nella percezione di chi la riconosce così. E arriviamo al dunque. Non è cosa di rattoppare le buche, come vanamente auspicava un assessore ai Lavori Pubblici, si comprende la gravità della questione? Quella strada, messa malissimo specie dal lato di Trani, percorsa dai mezzi più disparati e dissestata, va presa pezzo per pezzo e rivista e rifatta, specie dal lato di Trani.

Ma non basterà assolutamente, se vogliamo parlare di fruibilità seria, di risposta seria ai problemi , la soluzione non può che essere quella di aprire un varco all’ altezza del passaggio a livello della Polisportiva del Ponte Lama.

E così dopo l’iniziale ipotesi della Contrada Carrara delle Monache che ho verificato restringersi in più punti e non offrire le necessarie garanzie per il doppio senso di marcia e non offre molte soluzioni per gli interventi, anche se rimane lì, ha preso in seria considerazione un’altra soluzione.

E se invece imboccassimo la strada di servizio che parte di fronte all’insegna di Ferrucci dopo il ponte di Via Andria, parlo di Via dello Scoglio per superare Ponte Lama e raggiungere Via Armando Perotti? Quella strada che presenta decisamente minori criticità di Via Crosta e di Via Croazia, è in buona parte asfaltata. A parte l’amianto che vi hanno lasciato e un po’ di rifiuti e frigoriferi è percorribile e si presta ampiamente, nella necessità, ad essere allargata. Ha un problema , quello di due muri di contenimento che hanno bloccato il precedente passaggio a livello, una volta passati sotto il ponte della 16 bis, che consentivano di raggiungere il fronte mare di Trani.

Ma è addirittura più veloce della 16 bis. Da quel muro di contenimento al pronto soccorso di Bisceglie, io ci ho messo 9 minuti, sistemata credo si possa scendere a 7-8 minuti, a fronte degli attuali 45-50 minuti. Aprirla significherebbe consentire nuovamente la pendolarità tra Trani e Bisceglie e viceversa.

A mio avviso ci sono due soluzioni, o quella di ripristinare un passaggio a livello automatizzato o quella di riuscire ad inserire in quel contesto un ponte Bailey provvisorio se non addirittura permanente.

Non nascondo che al riguardo ci sono problemi di interferenze con la RFI, il ponte sotto la Statale 16 bis è troppo ravvicinato al passaggio a livello ma a fronte del raffronto tra

costi e benefici, trovare una soluzione lì sarebbe come ridare ricchezza, benessere e vicinanza alle comunità di Trani e Bisceglie. Non dico un uovo di colombo, ma quasi, e i lavori al Ponte Lama, parliamo di lavori complessi ed epocali, potrebbero continuare con la necessaria tranquillità.

La Prefettura va costantemente informata e richiesto un suo urgente intervento. Interpellare il genio civile e quello militare potrebbe comportare una soluzione anche nel giro di due mesi.

Certo che in questo caso sono importanti più voci e competenze e ogni contributo utile è auspicabile.

Ho rispetto per chi deve prendere delle decisioni anche dal punto di vista tecnico, non è una questione facile, ma attenzione, rischiamo una crisi economico, produttiva, sociale e sanitaria che nei prossimi mesi potrà assumere caratteri ben più pesanti e insostenibili ma abbiamo anche la possibilità di riportare serenità e benessere  e fiducia nel futuro, superando quella che si prefigura come una gravissima crisi.

 Luigi Carlo Rocco

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