«L’aumento della TARI nella nostra città è un dato di fatto che pesa seriamente sulle tasche di famiglie e imprese. Tuttavia, la politica non può limitarsi a denunciare il problema o a usarlo come arma di distrazione di massa. Governare significa interpretare le criticità e, soprattutto, proporre soluzioni concrete. Oggi, l’aumento della tassa non corrisponde a un salto di qualità nei servizi. Perché? La risposta è strutturale: dipendiamo da discariche terze, soffriamo il deficit di impianti pubblici nella nostra regione e paghiamo costi di trasporto insostenibili per i rifiuti organici e indifferenziati. In sostanza non abbiamo mai chiuso il ciclo dei rifiuti in puglia. La vera alternativa si chiama Economia Circolare, sul modello delle comunità più avanzate del Nord Europa. Il rifiuto non deve più essere un costo di smaltimento, ma una risorsa economica da valorizzare. Ecco il un programma tecnico in 4 punti per invertire la rotta a Bisceglie:
1. SÌ ALLA VALORIZZAZIONE ENERGETICA REGIONALE (Modello Nord Europa). In Danimarca o in Svezia i termovalorizzatori di ultima generazione producono energia e teleriscaldamento pulito trattando il secco residuo della raccolta differenziata. Anche se questa è una soluzione che investe istituzioni superiori e che, quindi, non dipende direttamente dalla nostra città, ma Bisceglie può e deve far sentire la sua voce nei tavoli regionali (AGER): serve completare urgentemente la rete impiantistica pubblica della Puglia, vecchia di oltre venti anni, per azzerare i viaggi dei camion verso altre regioni e abbattere le tariffe di conferimento, chiudere il ciclo dei rifiuti.
2. TARIFFAZIONE PUNTUALE (TARIP): “PAGHI SOLO CIÒ COSA PRODUCI”. Dobbiamo superare il vecchio calcolo basato sui metri quadri della casa. Proponiamo l’introduzione della TARIP: mastelli e sacchetti dotati di microchip (RFID) per tracciare i conferimenti di indifferenziato. Più differenzi, meno rifiuti residui produci, meno paghi in bolletta. È l’unico modo per premiare i cittadini virtuosi.
3. COMPOSTAGGIO DI COMUNITÀ E DOMESTICO. La frazione organica (l’umido) è la più pesante e costosa da trasportare. Vengono stimati forti sconti sulla TARI per chi pratica l’autocompostaggio ( procedura utilizzata per gestire in proprio la frazione organica presente nei rifiuti urbani, ed è un processo naturale che trasforma gli scarti vegetali e la frazione umida dei rifiuti in compost, da utilizzare come ammendante per l’agricoltura, l’orto e il giardino). La diffusione dell’autocompostaggio permette di ridurre in modo significativo peso e volume dei rifiuti solidi urbani nelle zone rurali e periferiche di Bisceglie, e l’installazione di compostiere di comunità nei quartieri ad alta densità. Meno chilometri su gomma significano meno costi di logistica in bolletta.
4. ISTITUZIONE DEL “CENTRO DEL RIUSO” COMUNALE. Prima del riciclo viene il riutilizzo. Vogliamo creare un hub cittadino adiacente al Centro di Raccolta dove mobili, elettrodomestici, abiti e oggettistica ancora funzionanti possano essere intercettati, riparati e rimessi in circolo per le fasce più fragili della popolazione o per associazioni no-profit. Meno tonnellate scartate equivalgono a meno costi di smaltimento per il Comune. La nostra non è una critica fine a se stessa, ma una visione tecnica chiara. Gestire i rifiuti con intelligenza industriale significa tutelare l’ambiente e, contemporaneamente, alleggerire le tasche dei biscegliesi. Passiamo dalle polemiche ai fatti. L’economia circolare a Bisceglie è possibile.
E poi, fare le gare per l’assegnazione delle società che dovranno gestire la raccolta in città e non procedere con le deroghe con costi esorbitanti.
Ecco, invece, come si potrebbero finanziare concretamente le 4 soluzioni proposte, senza aumentare la TARI, magari riducendola:
1. Fondi Europei e Regionali (PR FESR Puglia)
La Regione Puglia pubblica costantemente bandi a fondo perduto dedicati all’economia circolare.
• Cosa pagano: I costi per la realizzazione di nuovi Centri di Raccolta o per l’ammodernamento di quelli esistenti, inclusa la creazione del Centro del Riuso comunale.
• Canale: Fondi europei del PR FESR Puglia 2021-2027 gestiti direttamente dall’assessorato all’ambiente. L’ente locale deve solo presentare progetti tecnicamente validi per intercettare queste risorse a costo zero per le casse comunali.
2. Risorse Residue e Linee Nazionali (MITE / PNRR)
I progetti per la digitalizzazione della raccolta differenziata e l’acquisto di attrezzature per la TARIP (i mastelli e i cassonetti intelligenti con microchip RFID) trovano copertura nei programmi nazionali di transizione ecologica ed economia circolare legati alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. I Comuni che hanno avviato la TARIP in Italia lo hanno fatto per la quasi totalità sfruttando queste linee di finanziamento a fondo perduto.
3. Autofinanziamento tramite Risparmio di Spesa (Il “Ritorno dell’Investimento”)
Alcune soluzioni si pagano da sole grazie al risparmio immediato che generano sul Piano Economico Finanziario (PEF) dei rifiuti:
• Compostaggio domestico e di comunità: Acquistare le compostiere ha un costo iniziale minimo per il Comune. Questo costo viene immediatamente ammortizzato nel giro di pochissimi mesi perché ogni tonnellata di umido trattenuta sul territorio azzera i costi di trasporto (camion, carburante, personale) e i costi di conferimento presso gli impianti di compostaggio privati fuori Bisceglie.
• Meno indifferenziato con la TARIP: Riducendo la quota di rifiuto secco residuo grazie al tracciamento, crollano le tonnellate totali che il Comune è costretto a portare in discarica o agli impianti di trattamento. Meno tonnellate prodotte significano una spesa totale del servizio sensibilmente inferiore.
4. Il Ruolo dei Consorzi di Filiera (Contributi CONAI)
Migliorando la qualità del materiale differenziato (carta, plastica, vetro, metalli) grazie alla TARIP, il Comune di Bisceglie aumenta i corrispettivi economici che riceve dal CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e dai singoli consorzi di filiera (Corepla, Comieco, ecc.).
• Come funziona: Questi non sono costi, ma entrate attive per il Comune. Più la differenziata è pulita e di qualità, più soldi i consorzi versano nelle casse comunali. Questi ricavi vengono sottratti dal totale dei costi di gestione, abbassando legalmente e direttamente la quota della TARI per l’anno successivo
In sostanza, bisogna applicarsi seriamente per risolvere i problemi e non improvvisare o fare propaganda sui social. Ormai il tempo delle bambinate è finito e i cittadini vogliono vedere anche un po di sostanza….».
E’ quanto si legge in una nota a firma dell’ex consigliere regionale Francesco La Notte.