Molfetta-Bisceglie: Napulè, la cultura partenopea declinata in musica, poesia e gastronomia

Napulè, la cultura partenopea declinata in musica, poesia e gastronomia
Un luogo incantato che guarda il mare, una veranda sul mondo, coi
colori accessi del tramonto e la brezza marina ad accarezzar la pelle.

Una serata che riecheggia le atmosfere partenopee e le terrazze capresi, quella
ideata da Nettuno ricevimenti, dal titolo emblematico “Napulè”.
Immancabile la musica. Nella nuova *Veranda lounge giovedì 6 luglio dalle
ore 20,30 si potrà godere di uno spettacolo a tutto tondo, ispirato alla
poesia e alla canzone napoletane, senza tralasciare i sapori di una
tradizione gastronomica antica, tutte forme espressive di cultura che
raccontano la ricchezza di un popolo, quello partenopeo.
Un excursus sulla napoletanità, interpretato dal *Trio Orfeo*, custode
del cantautorato dei vari Salvatore di Giacomo e Libero Bovio, da *Voce ‘e
notte* di Eduardo Nicolardi a *Cu’ mme *di Enzo Gragnaniello, sino a
Malafemmena di Totò, canzoni intervallate da poesie e pensieri del
Principe Antonio De Curtis. Impossibile non ricordare poi in quella stessa
sera un cantautore che è entrato a far parte di diritto nel repertorio
“classico” partenopeo con un tributo all’indimenticato Pino Daniele.
L’accurata scelta dei testi che cadenzano questo spettacolo annovera anche
autori non campani, come Domenico Modugno, Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè,
ammaliati dalla musicalità della lingua e di quella terra fantastica, pur
nelle sue contraddizioni.
La voce di Vanna Sasso, quella dell’attore Vito Lopriore e la
chitarra di Pasquale Buongiovanni, protagonisti della serata,
restituiranno emozioni e pelle d’oca, trasmettendo la summa dell’amore per
Napoli che è mondo infinito di sentimenti, di sfumature, di calore umano,
di passione, un patrimonio di cultura, dalla lingua alla terra, narrato da
numerosi poeti e cantautori come pochi al mondo.
Uno sguardo importante anche alla tradizione culinaria partenopea, un
lavoro di ricerca della direzione del Nettuno, da associare alla bellezza
della musica per deliziare non solo i lobi ma anche il palato. Prodotti che
raccontano una storia, come le alici alla Menaica, presidio Slow food, una
lavorazione sapiente che si fa risalire ai tempi della Grecia antica,
oppure la pasta di Gragnano o il pomodoro del Piennolo, un viaggio
enogastronomico in terra campana fatto di sentori ed emozioni olfattive e
gustative. Dai Campi Flegrei, passando per Castellammare di Stabia, sino ad
Amalfi. Dalla costiera amalfitana e i suoi limoni, quelli di Ravello, sino
a giungere ad un grande classico della pasticceria, la pastiera rivisitata
in chiave moderna. Un menu commentato e ricco di suggestioni e atmosfere che
per una notte catapulterà il pubblico nella bella Napoli.

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