Per non dimenticare quella strage ferroviaria del 12 luglio 2016

12 Luglio 2017 0 Di ladiretta1993

12 luglio 2016. Era una calda mattina della solita estate andriese. Alle 11.30 mi arriva la prima segnalazione: “Il treno della Bari-Nord ha fatto un incidente”.

Col passare dei minuti, quel semplice incidente acquisisce i contorni di una strage. Con il collega della Gazzetta corriamo sul posto e per me comincia una delle più drammatiche giornate lavorative. Lamiere aggrovigliate, corpi privi di vita, urla di aiuto, gente che corre, soccorritori, forze dell’ordine, elicotteri. Vagavo tra la polvere e il sudore cercando di dare un senso al mio agire.

Poi l’arrivo dei primi familiari alla disperata ricerca di informazioni. L’impietosa parata di politici e autorità a fare da cornice con le solite promesse di circostanza. Lascio il luogo del disastro per andare negli ospedali, dove scorgo qualche pianto di gioia di chi si è miracolosamente salvato, e apprezzo il gran lavoro della sanità locale. Infine mi sposto al palazzetto dove tasto con mano impotente lo strazio dei familiari delle persone disperse, assistite dallo staff di psicologi. Senza perdere tempo, racconto quanto successo sulle pagine del mio giornale.

All’1.30 rientrato a casa, mi fermo a pensare. Solo allora metabolizzo e scoppio a piangere. Non mi vergogno a scriverlo, perché il mio è stato un pianto di dolore per chi non c’è più. Ma anche un pianto umano, carico di una lunga serie di emozioni vissute in quella triste giornata di un anno fa.

 

ALDO LOSITO