Alla scoperta di Torre Calderina

Nel corso del XVI secolo in Terra di Bari, e più in generale nell’Italia Meridionale dominata dagli spagnoli, si ebbe la costruzione di un sistema difensivo ben articolato, costituito da una prima file di torri costiere, seguite, nell’entroterra, da un complesso radiale di torri interne, torri-masseria e masserie fortificate. L’esigenza di tali difese si collegava all’ancestrale paura delle scorrerie dei pirati, principalmente turchi e illirici dalla penisola balcanica. Nei primi anni del suo regno, Carlo V insistette sull’esigenza di dotare le coste di una serie di torri-vedette.

Tra i Comuni di Molfetta e Bisceglie si estende l’Oasi di Protezione Torre Calderina, uno splendido territorio caratterizzato da macchia mediterranea, siti archeologici, ville antiche, trulli e muretti a secco, grotte marine, lame e spiagge a ciottoli le conferiscono un elevato valore ambientale, storico e paesaggistico.

È stata istituita con D.P.R.G. n° 1061 del 23 marzo 1983, successivamente uno dei Decreti Ministeriali del 1/8/1985, dichiarava una porzione della zona, per un’estensione di circa 350 ettari, “bellezza naturale” e “di notevole interesse pubblico”, sottoponendola a vincolo di tutela paesaggistica ai sensi delle Leggi 431/85 e 1497/39.

ASPETTI STORICI

La torre prende il nome dall’architetto che la costruì (Salvatore Calderini), oggi è spesso confusa con la  Torre della Cera situata sulla S.S. 16 Molfetta – Bisceglie (realizzata nel 1770 per conto del nobile Pietro Gadaleta). Torre Calderina sorge, invece, in riva al mare a nord della città e rappresenta una costruzione difensiva realizzata nel 1569 con l’intento di avvistare il nemico turco proveniente dal mare in tempo utile per  organizzare la difesa. Essa faceva parte del complesso sistema di torri di avvistamento del Regno di Napoli.

ASPETTI NATURALISTICI

Una serie di biotopi si alternano lungo la fascia costiera a partire dalla zona umida di Cala Pantano e le grotte marine di Ripalta nel comune di Bisceglie fino all’insenatura di Cala San Giacomo alle spalle della Basilica della Madonna dei Martiri.

Nel territorio di Molfetta la vegetazione spontanea più caratteristica è quella tipica della cosiddetta “Murgia costiera” che cresce soprattutto a ridosso delle costruzioni a secco (“parieti” e “pagghiare”).

Numerose sono inoltre le specie di uccelli con specie stanziali e migratorie, tanto da caratterizzare questi territori costieri come oasi di protezione per l’avifauna migratoria.
Negli ultimi anni sono stati svariati gli attacchi dell’edilizia selvaggia che aveva preso di mira il luogo individuato come un possibile sito in cui edificare prima un complesso residenziale, poi un rimessaggio di barche e infine un motel.
Solo grazie all’intervento degli ambientalisti si è riuscito a scongiurare il pericolo della cementificazione.

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