Alunni de “La Cittadella” si reincontrano dopo cinquan’anni. Le foto della rimpatriata

25 Agosto 2017 1 Di ladiretta1993
Rincontrarsi dopo oltre cinquant’anni e scoprire che la voglia di scherzare non e’ mai scomparsa. Con una rimpatriata, gli ex alunni della scuola elementare ” La Cittadella”, ora divenuta Secondo Circolo Didattico prof. Vincenzo Caputi, si sono dati appuntamento presso il ristorante Simple di Bisceglie, comunemente noto come ex Ghiacciaia.

L’orario fissato per le 20:30 e’ stato rispettato dall’organizzatore, il prof. di Educazione Artistica,
Francesco Cassanelli, seguito da Damiano di Benedetto, fruttivendolo, Girolamo dell’ Olio, barista
in pensione, Leo Di Gregorio, autista, Bartolo Lamanuzzi imprenditore agricolo, Leo Lorusso serigrafo,
Aldo Papagni, ex calciatore e allenatore di calcio. Questi ultimi accompagnati rispettivamente dalle loro mogli, Rosa Di Terlizzi ed Elisabetta Pedone. L’ ultimo a raggiungerci, e’ il medico Mauro Galantino.
Rintracciare l’intera classe non e’ stato semplice. La determinazione del prof. Cassanelli e’ stata premiata. Risalendo ai vecchi registri della scuola elementare, e’ riuscito a rintracciare, una buona parte
dei suoi compagni di scuola. Il compito piu’ difficile e’ stato quello di farli ritrovare insieme la stessa sera. A causa di impegni presi precedentemente, molti non sono arrivati.
Gli ex ragazzi della Cittadella, ora 62 enni e felicemente sposati, erano guidati dal maestro Domenico Stefanacchi. Nelle loro menti, sono ancora nitidi i ricordi delle marachelle compiute un tempo a scuola.
Bartolo Lamanuzzi, ci ha raccontato uno dei tanti episodi. Nominato ” Capofila”, aveva l’ incarico di controllare lo svolgimento dei compiti eseguiti a casa dalla scolaresca.
I suoi compagni di classe pero’, preferirono trascorrere l’ intera giornata a giocare a pallone, piuttosto che studiare. Lamanuzzi aveva assicurato loro, che avrebbe mentito all’ insegnante dicendogli che i compiti erano stati eseguiti da tutti. Scoperta la bugia, il maestro non ha esitato ad usare il suo piu’ ” fedele amico”, la bacchetta.
Il maestro Stefanacchi, aveva posto piena fiducia al discolo Bartolo Lamanuzzi, gli consegnava persino le chiavi della sua auto, ma solo per metterci materiale didattico. La fiducia in lui non duro’ a lungo e venne  tradita quando, anziche’ seguire le lezioni scolastiche, preferi’ giocare a pallone con un gruppo di ragazzi che si  “allenavano” per strada. Ad aspettarlo pero’ non c’era la coppa, bensi’ la ” Bacchetta Magica”.
La disciplina scolastica di allora, era ben diversa dai nostri tempi. In segno di autorita’, il famoso bastoncino di legno, dallo spessore di un centimetro, comunemente chiamato ” Bacchetta” veniva usato frequentemente per infliggere punizioni corporali, a volte sino a spezzarsi. Se gli alunni si fossero lamentati dai propri genitori ad aspettarli c’erano altre sculacciate accompagnate da un linguaggio colorito.  Alcune volte erano gli stessi genitori che chiedevano agli insegnanti di punire i loro “pargoli”.
Un metdo educativo del tutto intollerabile nella nostra societa’ odierna.
All’ epoca, lo strumento di tortura era stato commissionato dal maestro, al padre di Leo Lorusso che svolgeva l’ attivita’ di falegname, con la speranza che fosse usato verso gli altri bambini. Le cose pero’ andarono diversamente. Fu lo stesso Lorusso, a provarla per primo, hanno ammesso i suoi amici ridendo.
Anche Damiano Di Benedetto, non era da meno, con il suo compagno di banco, Leo Lorusso, formavano
un duo compatto ” Il Gatto e la Volpe”. I due complici, privarono piu’ volte delle merendine, a Domenico Esposito il cui genitore, venditore di corredi, era piuttosto benestante. All’ epoca era raro vedere a scuola panini farciti e brioche.
I furfanti erano sempre in agguato, per sottrarre quel ben di Dio che potevano solo sognare nelle proprie case. Col risultato di far piangere il malcapitato.
A scuola pero’ c’era anche chi aveva voglia di studiare come Francesco Cassanelli, Aldo Papagni e Mauro Galantino. Quest’ultimo era il piu’ bravo e fu nominato capoclasse. Le bacchettate del maestro pero’, ha dichiarato Lorusso ridendo, non sono state risparmiate a nessuno.  Se per alcuni il numero 13 porterebbe fortuna, per altri e’ accaduto l’ esatto contrario. E’ stato il caso di 13 birbanti che approfittando della giornata soleggiata, decisero di non andare a scuola ma a mare.
Il plesso e’ situato nei pressi della prima spiaggia, chiamata anche ” del Macello”. Gli occhi spia del loro maestro erano in agguato a loro insaputa. Scoperta la tresca, tutti vennero puniti con un sette in condotta.
La classe dei nostri protagonisti, era formata solo da ragazzi. In un’epoca in cui vigeva maggiormente la disciplina e la buona educazione, le classi omogenee venivano considerate un possibile modello educativo. I primi ad applicarlo, sono stati gli inglesi nel Regno Unito.
Le classi di sesso maschile, erano forse le piu’ difficili da gestire, c’era molta distrazione, confusione
e il ragazzo catalizzava l’attenzione del maestro sulla quale ricadeva la responsabilita’.  La divisa scolastica era composta da un grembiule nero e colletto bianco, sul quale veniva posto un fiocco
di colore diverso ogni anno. Gli alunni di prima portavano il fiocco di colore azzurro, quelli di seconda rosa, di colore verde per quelli di terza, rosso per la quarta elementare e di colore bianco per i ragazzi di quinta.
Ad allietare la serata e’ stato Girolamo dell’ Olio. L’ex barista di buona forchetta, ha divertito tutti con le
sue massime a doppio senso ed altre che potevano far parte di illustri filosofi. I suoi amici scherzando
hanno ritenuto che per lui fosse necessario l’ intervento del 118.
Tra i suoi aforismi, ne citiamo solo alcuni come: – L’intelligenza e’ una sorgente, l’ignoranza un oceano – .
Oppure: – Se vuoi essere l’ amante perfetto di una donna, cerca sempre di farla ridere -.
La scelta del ristorante per la rimpatriata e’ stata perfetta. Il Simple di Bisceglie offre un servizio eccellente. Le prelibatezze culinarie, realizzate da ingredienti freschi. La cura dei dettagli nella presetazione dei piatti,  uniti alla cortesia dei soci, Davide Gentile,Giuseppe Ruggeri, Vincenzo Simone, Pasquale Ricchiuti  e Antonio Racanati, sono un ottimo biglietto da visita per chi voglia trascorrere una bella serata con gli amici  o con la propria famiglia.
Il personale e’ simpatico e gentile, pronto ad assecondare ogni richiesta, anche in lingua inglese.
Uno dei soci Antonio Racanati, ci ha raggiunti, per assicurarsi che tutto procedesse nel migliore dei modi.  Il successo della rimpatriata e’ dovuto anche al prof. Francesco Cassanelli di Bisceglie. Noto a tutti come: ” Mba Frenk “. Nato a Bisceglie nel 1995, ha frequentato l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti, sezione pittura di Bari. Dove si e’ diplomato nel 1980, ottenendo 110 e lode con la tesi ” Pesca e Pescatori a Bisceglie”.
Relatore il prof. Pietro Marino, docente di Storia dell’ Arte e allora Vicedirettore della Gazzetta del Mezzogiorno. Nel 1981 ha insegnato Laboratorio Figurativo al Liceo Artistico ” Luzzati” di Chiavari ( Genova ). Citta’ nella quale risiede abitualmente.
Ha partecipato a numerosissime mostre personali sia in Italia che in Germania. I suoi bellissimi dipinti, mostrano dei meravigliosi paesaggi, altri invece, figure astratte e geometriche che colpiscono per l’ utilizzo di tutti i colori dell’ arcobaleno.
La serata si e’ conclusa con la promessa di un’altra rimpatriata, mentre Girolamo Dell’ Olio citava altri suoi aforismi.
ANTONELLA SALERNO