Pronto? Sono la moglie di Casella. Ma la richiesta di ricarica telefonica è una frode

“Siamo alle solite: nuova campagna elettorale, vecchi tentativi di infangare la mia persona.
Stamane una tabaccheria biscegliese ha ricevuto una telefonata da una persona che si è spacciata per mia moglie chiedendo al titolare di accreditarle una ricarica telefonica. La fortuna ha voluto che il gestore della tabaccheria conosca bene mia moglie e, al suo invito di recarsi personalmente in edicola, l’ignota ha riattaccato. Avvertito dal titolare, ho prontamente sporto denuncia contro ignoti presso la locale Tenenza dei Carabinieri. Questo gioco al massacro per infangare il mio buon nome e soprattutto quello delle persone a me più vicine deve terminare. Parliamo di contenuti, confrontiamoci, scontriamoci se è il caso, ma niente atti infamanti e vili. Tanto non ci fermiamo. Tantomeno ci fermeranno ignoti senza senno”.

Gianni Casella

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