Festa Santa Rita, don Paolo Bassi ringrazia per le oblazioni ricevute

A Bisceglie le oblazioni sono diminuite, non solo per la festa patronale dei Santi Martiri, ma anche per altre festivita’ religiose.

Nonostante cio’ Don Paolo Bassi, abate dell’ Abbazia di Sant’Adoeno, puo’ ritenersi soddisfatto per le offerte dei fedeli e ringrazia coloro che hanno contribuito, a rendere piu’ bella la festa di Santa Rita, svoltasi il 22 Maggio scorso, pur non avendo avuto contributi comunali.

 

“L’ Associazione dedicata alla Santa, si sta radicando nella vita parrocchiale, divenendo fermento di evangelizzazione sul territorio, unitamente alle altre realta’ associative e non, presenti in parrocchia. In questi anni la devozione a Santa Rita sta aumentando” Ha spiegato Don Paolo Bassi.

 

“La processione e il pellegrinaggio di Santa Rita, indicano il commino del popolo di Dio verso Cristo che e’ la meta” Ha spiegato Don Paolo Bassi.

“A Bisceglie, le associate alla Santa di Cascia, sono circa 200. Il suo culto, nella chiesa di S. Adoeno, risale al 1965. Non si dimentichi che la cittadinanza ha constatato la sua potente intercessione, e si registrano molteplici suoi interventi, a Bisceglie infatti, e’ aumentato anche il numero delle associate”

 

L’ Associazione si autofinanzia, la sua Presidente Isa Misino, ha sottolineato le difficolta’ nel realizzare il corteo storico con 60 figuranti. I costumi d’ epoca sono stati reperiti da Barletta, mentre i tamburi, per le guardie medieoevali dall’ Associazione Arcieri.

 

La statua di Santa Rita presente in chiesa, proviene da Ortisei in provincia di Bolzano, citta’ divenuta famosa, per la realizzazione di creazioni artstiche a carattere religioso. Non ci sono nel circondario statue cosi’ belle dai lineamenti dolcissimi, come quella presente a Sant’ Adoeno.

 

Il simulacro venne benedetto nel 1965, la sua devozione si e’ ben radicata nel territorio, da divenire una festa cittadina. La preparazione per i festeggiamenti in suo onore, iniziano a Febbraio e terminano in concomitanza della novena il 13 Maggio.

 

Rose rosse sono state donate durante la processione. Il rullo dei tamburi e’ stato da richiamo per i fedeli, i fuochi pirotecnici hanno concluso i festeggiamenti. Insomma, Don Paolo Bassi e’ riuscito a far quadrare i conti, realizzando una bellissima festa religiosa che ha accontentato tutti.

 

VITA DI SANTA RITA

Santa Rita da Cascia al secolo Margherita Lotti ( Roccaporena 1381 – Cascia 22 Maggio 1457) e’ stata una monaca cristiana italiana dell’ ordine agostiniano. Fu proclamata beata, da Papa Urbino VIII nel 1628 e Santa da Papa Leone XIII nel 1900. Le date di nascita e morte sono incerte, 1447 o 1457

Papa Leone XIII in occasione della sua canonizzazione sostenne le date 1381 1457.

La Santa nacque a Roccaporena, una frazione montagnosa a 5 chilometri da Cascia, provincia di Perugia, da Antonio Lotti notaio e Amata Ferri. I suoi genitori erano molto credenti e la situazione economica non era agiata, ma decorosa e tranquilla.

 

La storia di Santa Rita fu colma di eventi straordinari, gia’ dalla sua infanzia, si racconta che la piccola, lasciata per qualche minuto incustodita nella culla in campagna, fu circondata da uno sciame di api, che stranamente non la punsero. Un contadino che si era ferito alla mano con la felce e stava correndo a farsi medicare, passo’ casualmente nei pressi della bambina e si fermo’ per scacciare le api, con grande stupore la ferita della mano, che scuoteva per mandar via gli insetti, si rimargino’ completamente.

 

SANTA RITA SPOSA

I genitori di Santa Rita la promisero in sposa a Paolo Ferdinando Mancini, un Ufficiale di Cascia conosciuto per il suo carattere rissoso e brutale. S. Rita abituata al dovere, non oppose resistenza e lo sposo’. Dal matrimonio nacquero i gemelli, Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Rita riusci’ con il suo amore e pazienza, a trasformare il carattere del marito, convertendolo e renderlo piu’ docile.

 

SANTA RITA VEDOVA

La vita coniugale di Santa Rita, fu tragicamente spezzata con l’ assassinio del coniuge, nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini nel 1459. Egli venne coinvolto in ritorsioni per motivi politici. Afflitta per l’ atrocita’ dell’ avvenimento, cerco’ conforto nella preghiera, chiedendo a Dio il perdono degli assassini di suo marito e la pacificazione dei suoi figli, che volevano vendicare la morte del padre. Rita prego’ affinche’ non si macchiassero di altro sangue.

Essi morirono improvvisamente di peste, dopo un anno dalla morte del padre. Rimasta sola a poco piu’ di 30 anni, Rita senti’ rifiorire la vocazione che aveva desiderato realizzare sin da adolescente.

 

SANTA RITA MONACA

Abbandonata dai parenti del marito, Rita decise di prendere i voti ed entrare nel monastero Agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia, per tre volte non fu ammessa al noviziato. La leggenda narra che mentre era intenta a pregare sullo scoglio di Roccaporena, gli apparvero S. Nicola da Tolentino, Sant’Agostino e San Giovanni Battista, che l’aiutarono a spiccare il volo fino al convento di Cascia in un modo a lei incomprensibile.

La madre superiora vedendo che era entrata a porte chiuse, si rese conto che era accaduto un prodigio e l’ accolse nel monastero nel 1407.

 

La badessa mise a dura prova la vocazione e la sua obbedienza, facendole innaffiare un arbusto di vite secco presente nel monastero. Il legno riprese vita e dette frutto. Oggi nello stesso monastero e’ presente una vite risalente al XIX secolo. Dopo i 40 anni di vita monacale, Rita usci’ spesso per andare a servizio dei poveri e ammalati di Cascia.

 

Il venerdi’ Santo del 1432 , mentre pregava d’avanti al crocifisso chiese a Gesu’ di condividere almeno in parte la sua sofferenza, avvenne allora un prodigio. Santa Rita fu trafitta da una delle spine della sua corona, che la colpi’ alla fronte. Fu uno spasimo senza fine.

  1. Rita porto’ in fronte la piaga per 15 anni, come sigillo d’amore.

 

Qualche mese prima di morire, S. Rita chiese un segno dal Signore, in periodo invernale e con una temperatura rigida, chiede a una sua parente di recarsi nel suo orto a Roccaporena, per prendere una rosa e due fichi. Titubante la parente si reco’ all’ orto e raccolse quanto le era stato chiesto, nonostante fosse tutto ricoperto di neve, quando li porto’ da lei, la Santa rispose: “ Ora so che in paradiso trovero’ mio marito e i miei figli”.

 

Fu il segno che aveva chiesto al Signore. Prima di morire, una sua consorella vide l’anima di Santa Rita salire al cielo accompagnata dagli angeli, contemporaneamente le campane della chiesa suonarono da sole, mentre un profumo soavissimo di rose, si espanse in tutto il monastero e nella sua camera, si vide rispendere una luce luminosa, come se fosse entrato il sole.

 

Antonella Salerno

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