Palazzo Tupputi, casa Borgia, i Dolmen… e il Cimitero

Incredibile ma vero: tra le centinaia di luoghi storici di sicuro interesse storico-turistico che la nostra città, Bisceglie, può vantare, c’è anche il cimitero! Ne è convinto l’Architetto biscegliese Giovanni Di Liddo, già guida turistica con patente riconosciuta dalla Regione Puglia, titolo che lo autorizza a pontificare in materia ed inserire il nostro Cimitero tra le dimore storiche da visitare ( Ammazzalorsa, palazzo Tupputi, la casa di Lucrezia Borgia, e così di seguito).

Daltronte, non sono i Dolmen (come quello famoso della Chianga), i nostri famigerati ‘Casali’ e le varie chiese (come la Cattedrale e S. Margherita con la tomba dei Falconi, ecc.) ex luoghi di sepoltura? Sì, è vero, il nostro cimitero è più giovane, risale solo al 1845 quando iniziarono i lavori di costruzione progettati e diretti dall’Ing. bitontino Luigi Castellucci. É fuor di dubbio che il nostro cimitero colleziona opere e cappelle che meritano di essere studiate sia sotto l’aspetto architettonico dell’epoca, sia sotto l’aspetto epigrafico, che rivelano informazioni utili all’antropologo, allo storico, al filosofo, al teologo e agli studiosi di varie altre discipline che hanno a che fare con le credenze sulla vita e la morte dei nostri residenti, sia viventi che presenti nella “città fantasma”.
Non fosse altro che sotto questo aspetto, l’iniziativa dell’Architetto Di Liddo per una “visita culturale” al nostro cimitero va sostenuta (non dico caldeggiata perchè quest’agosto di caldo ne sta portando già di suo). Perciò oggi, domenica 12 agosto alle ore 10,00 – in eccezione ed in ambito alle visite guidate di Bisceglie “Tour by night”, con tanto di nulla osta del Comune, si potrà seguire una ‘guida’ che spiegherà e illustrerà le opere presenti nella parte monumentale, artistica e storica del cimitero cittadino. Il successo o meno dell’iniziativa sarà noto solo dopo l’avvenuto evento.
E smettiamola di trovare da ridire, come stanno facendo tanti bigotti su quella piazza medianica che è Facebook. Guardiamoci intorno seguendo l’esempio dei nostri contemporanei europei e non solo. Pensate a quante chiese anche iyaliane sono visitate “solo”, e ripeto “solo” per le illustri spoglie che ivi riposano, senza nessun reclamo da parte loro o dei loro discendenti, anzi con un guadagno per l’economia turistica e per la cultura.
E poi, sono convinto che anche il nostro amico, Ing. Ezio Ferrara, se potesse riferircelo, sarebbe contento per quel po’ di “muina” che viene a rompere la monotonia del luogo, senza nulla togliere al dolore e alla tristezza che, una meta della vita, arreca alla famiglie orpate dei propri cari. Non è mancanza di rispetto. Un’iniziativa del genere indica che loro ci sono ancora nel nostro vissuto e ne sono ancora parte importante.
AGE

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