Aggressioni alla movida nel giorno di Ferragosto

Bisceglie 15 agosto. Una serata tranquilla, come tante altre. Dopo la mezzanotte del 14 agosto, terminato il proprio lavoro presso la pizzeria a mare presso la quale lavora, l’intero staff decide di “fare un giro” per la movida notturna ed approda in uno di quei locali (volutamente non facciamo nomi per evitare pubblicità indiretta e forse indesiderata anchhe per la privacy degli involontari protagonisti della vicenda che vi stiamo raccontando).

Giro di pista per vedere di trovare eventuali amici o amiche che potrebbero essere già lì, e ci si ferma al banco di mescita consumazioni.
Hanno appena preso posto e non hanno ancora avuto il tempo di ordinare qualcosa che due buttafuori, senza alcuna provocazione o motivo apparente e senza preavviso, aggrediscono il cameriere africano che è con loro, strattonandolo e buttandolo fuori dal cancello in malo modo con spinte e calci.

Il pizzaiolo del ‘gruppo di amici’, biscegliese doc, interviene in difesa del malcapitato collega cameriere, chiedendo cosa sia successo ed il perchè di un tal modo d’agire, ma viene sbattuto fuori anche lui. Le ragazze che sono con loro sono spaventatissime e cominciano ad urlare, tra l’altro non non è stato possibile sentire la loro versione dei fatti per “pace familiare e per non essere coinvolte”.
In quel momento giunge una pattuglia dei Carabinieri che si ferma, forse attratta dal trambusto che la scena presenta… i due buttafuori svaniscono come per incanto.
I Carabinieri raccolgono dai presenti la versione dei fatti, specialmente perchè coinvolto un ‘nero’ e poi vanno via (si presume che abbiano compilato un verbale a disposizione della richiesta da parte di legali).
Immediatamente riappaiono i due buttafuori che confabulano con degli energumeni, uno pelato e l’altro coi capelli brizzolati, qualcuno dice che sono i buttafuori di una vicina discoteca, indicando il gruppo di amici che nel frattempo sta cercando di telefonare.
I due si avvicinano ad uno dei ragazzi ed al grido “a chi stai telefonando?”, gli mettono una mano in faccia, gli tolgono il telefonino, lo spezzano in due e lo lanciano in aria. A quel punto, preso dal panico per come si stanno evolvendo i fatti, il pizzaiolo del gruppo si mette a correre, ma viene raggiunto dai due, sbattuto a terra, preso a calci ed un pugno allo zigomo e naso, gli viene tolto il telefonino di un tipo praticamente infrangibile ma che non resiste alla pressione dei tacchi e si sfascia. Ci dicono che è la prassi usata dei buttafuori per impedire alle malcapitate vittime delle loro attenzioni di chiamare le forze dell’ordine e/o conservare eventuali foto compromettenti.
Per lo sfortunato pizzaiolo da quel momento è buio completo. Si risveglia al pronto soccorso e non ricorda nulla. Chiede in continuazione “Dove sono? … Perchè mi trovo qui? … Cosa è successo? … “. Tramite i documenti che ha in tasca, viene fatto il suo nome e lui comincia a ricordare chi è e la sua famiglia. Buio completo, invece, dal momento che era al banco mescita al momento del risveglio in pronto soccorso dove sembra sia stato portato dagli amici di comitiva.
Il suo referto parla di aggressione fisica con mezzo non specificato da parte di persone non note, trauma cranico, escoriazioni al labbro superiore sinistro, alle ginocchia, ai piedi, al gomito dx, stato confusionale ed amnesia relativa all’accaduto, assenza di tasso alcolico o droghe, fatta comunicazione di rito all’autorità giudiziaria. Prognosi di cinque giorni s.c. in affidamento al medico curante con avvertenza che, il persistere dell’amnesia è suscettibile di ulteriori accertamenti.
Anche il cameriere di colore e l’altro ragazzo che sono giunti al pronto soccorso insieme con lui e che hanno riferito dell’aggressione, hanno un referto prognosi di più giorni s.c. per ecoriazioni varie a seguito di aggressione da persone non note.
Chiamata la famiglia del giovane biscegliese, il ragazzo è andato a casa dopo una notte che, se non fosse per la necessità fisica di ricordarne i particolari in modo da tornare alla normalità neurale, sarebbe veramente meritovole di essere dimenticata.
Un infermiere del pronto soccorso, in confidenza, ci dice che ogni settimana al p.s. di Bisceglie, arrivano almeno tre/quattro casi di come minimo eventuali escoriazioni da parte degli energumeni che vigilano sulla si fa per dire ‘tranquillità’ di quei locali notturni. Ma quello di Bisceglie non è il solo p.s. della zona e molti non ci vanno anche perchè hanno qualche colpa negli avvenimenti o per vergogna di esserne stati coinvolti.
La presente descrizione degli avvenimenti sono il frutto di informazioni raccolte dalla viva voce dei giovani coinvolti e dai loro amici, non ci è dato sapere se siano forse un po’ esagerati, ma non lontani dalla verità, dato che ci sono i referti del Pronto Soccorso a conferma quantomeno dell’avvenuta aggressione e del fatto che i ragazzi erano sobri sia di alcol che di droghe.

Una domanda sorge spontanea: ma i proprietari o i gestori di quei locali, si rendono conto di ciò che accade e del comportamento ai limiti (?) del normale da parte dei loro dipendenti? É questa la pubblicità che desiderano ricevere? Dalle testimonianze raccolte in questa vicenda, tutto sembra scaturito da una questione razzista… un rifiutare che un giovane ‘negro’ possa fraternizzare con colleghi di lavoro e con questi andare in giro per la movida notturna… e per fortuna che detto giovane è in regola con il permesso di soggiorno!
Amici lettori, c’è qualcuno che, nell’anonimato, voglia narrarci qualche simile disavventura?

AGE

One thought on “Aggressioni alla movida nel giorno di Ferragosto

  1. Se fosse vero sarebbe molto grave, se si volesse davvero fare inchiesta si potrebbe iniziare informandosi su chi gestisce e organizza le squadre dei buttafuori in Puglia.. Ma prima di esporre queste ipotesi, è stata fatta qualche domanda anche a chi in quei locali ci lavora e li gestisce?

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