Oltre 200 salvataggi nel mare di Puglia, ma anche 14 annegamenti. I numeri della Guardia Costiera con “Mare sicuro”

Tempo di bilanci per la Guardia Costiera che ha dichiarato conclusa l’operazione “Mare Sicuro”.

L’attività giornaliera di controllo e pattugliamento, che ha visto impegnati complessivamente 400 uomini e 58 unità navali, tra battelli veloci e motovedette d’altura, ha richiesto un notevole sforzo operativo per garantire costantemente il regolare e tranquillo svolgimento di tutte le attività turistico-balneari.

A consuntivo dell’attività svolta in ambito regionale si segnalano 98 unità soccorse in mare (di cui 90 tra natanti e imbarcazioni da diporto, con netta prevalenza delle unità a motore), a cui si aggiunge il salvataggio in mare di ben 222 vite umane (tra queste 182 diportisti e 31 bagnanti), a dimostrazione che la teompestività degli interventi, anche in condizioni meteo marine proibitive per via dell’improvviso intensificarsi del vento e dell’azione della corrente,ha consentito di recuperare e portare in salvo a terra un significativo numero di persone.

Anche per quest’anno il dato statistico più rilevante è la totale assenza di incidenti e sinistri dovuti a collisioni in mare tra unità da diporto, a dimostrazione di una maggior prudenza da parte di chi naviga per diporto, e dell’efficacia della deterrenza attuata con la presenza costante delle motovedette nei tratti di mare a maggior traffico.

Dei 14 decessi purtroppo verificatisi lungo tutto il litorale pugliese, sono stati causati da annegamento, nella maggior parte dei casi attribuibile ad un improvviso malore del malcapitato bagnante.

controlli svolti nel corso dell’attività di vigilanza a terra sono stati complessivamente 35.412 (di cui 4.942 in materia ambientale, 5.035 in materia di diporto e 6.050 sul demanio marittimo), con la elevazione di 1.999 verbali per illecito amministrativo (di cui ben 418 per violazione delle ordinanze balneari) e 131 notizie di reato con netta prevalenza (ben 84) per occupazione abusiva di aree demaniali marittime. Numerose le operazioni, infatti, che dal Gargano al Salento, passando per tutto il litorale a sud di Bari, hanno consentito di restituire al pubblico uso tanti tratti di arenile abusivamente occupati da improvvisati gestori di strutture balneari non autorizzate, e spesso prive delle prescritte dotazioni per assicurare il servizio di salvamento.

Il dato complessivo comprende anche gli oltre 2.200 controlli in materia di pesca, che hanno condotto a 61 azioni repressive, tra reati e illeciti amministrativi accertati, consentendo di sottrarre alla vendita ingenti quantitativi di prodotto ittico di cui è vietata la cattura, ovvero non tracciato ed etichettato, e quindi destinato a finire sulla tavola di ignari consumatori.

Un’attività che ha riguardato, quindi, nel suo insieme, tutti i compiti e le responsabilità che fanno capo al Corpo delle Capitaneria di porto – Guardia Costiera, chiamato ad esercitare funzioni di polizia marittima in tutti i settori che hanno attinenza con gli usi civili e produttivi del mare, a garanzia e tutela di un bene pubblico così importante, ma dell’incolumità e sicurezza di chi ama, lavora e vive illeciti

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