Oggi “La Gazzetta” non è in edicola. L’informazione e il Mezzogiorno sono “morti”!

Un foglio bianco, simbolo della resa, anticamera del nulla. Oggi nelle poche edicole rimaste manca “La Gazzetta del Mezzogiorno”, il quotidiano della nostra amara terra del Sud, che per 130 anni ha tenuto aperta la finestra della libera informazione, dalla quale fior di giornalisti hanno raccontato tutto ciò che era antidemocratico, illegale, ingiusto. Ed anche, con orgoglio, le conquiste.

Così come si è tenuto alto il vessillo della Cultura, per dimostrare che, in fondo il Sud non è poi tutta merda. C’è chi lo sviluppo lo ha inseguito, l’ha preteso, l’ha dibattuto dalle colonne della “Gazzetta”. Una “voce” spesso scomoda.

Ora quel Sud ingrato se ne sta silente al capezzale, anziché difendere, a denti stretti, prima di tutto la libertà di stampa garantita dalla Costituzione. Qui, in questi maledetti giorni d’autunno, non ne va di mezzo un provolone. È un triste momento di regresso, che solo un gruppo di sani imprenditori potrebbe tentare di fermare con un’azione rianimatoria.

Altrimenti ne patiremo tutti, santi e corvi. Rimarremo con un pugno di mosche. Nelle mani dei magistrati catanesi che hanno aperto il fascicolo d’inchiesta su colui che è stato editore anche della Gazzetta, vi è una grande responsabilità morale; non si può bloccare l’ossigeno per fare il giornale. Il patrimonio del giornale va scisso. Subito! Ma forse, vista la calma piatta, sembra che tutto ciò frega poco. Inutile aggiungere altre considerazioni, che potrebbero sconfinare nel patetico.

Le parole non bastano più. Oggi, con la rabbia nel cuore, incrociamo le braccia perché i nostri diritti vengono calpestati. Noi e il foglio bianco. Che dilemma! Eppur c’è qualcosa che si muove. Sta per chiudersi, purtroppo, l’ultimo spiraglio di quella finestra dalla quale, dal basso e con grandi sacrifici, ho avuto anch’io il privilegio di affacciarmi sulla realtà, ogni giorno, per oltre trent’anni. Festivi e feriali. Ininterrottamente in una lunga “staffetta” coi lettori. Facciamo in modo che ciò non avvenga. Altrimenti non ci resteranno, per tutti, che le lacrime sul latte versato. Mentre il digitale avanza e la carta annega nel mare della superficialità.

LUCA DE CEGLIA

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