Opera Don Uva, passo decisivo per la riconversione dell’ex manicomio
L’ex istituto ortofrenico all’interno dell’opera Don Uva ha rappresentato per anni l’eredità di ciò che è stata la Casa Divina Provvidenza prima della riforma degli ospedali psichiatrici, tanto da essere definito in alcune circostanze, con crudo realismo, il “residuo manicomiale” all’interno delle strutture di Bisceglie e Foggia.
All’inevitabile ridimensionamento dovuto al progressivo decesso dei pazienti, il gruppo imprenditoriale Universo Salute, da quasi due anni alla guida dell’Opera Don Uva, ha intrapreso la strada della riconversione con il risultato di aver ottenuto da una commissione regionale il riconoscimento di diverse patologie da cui sono affetti gli ospiti dell’ex ortofrenico. In questo modo la Regione Puglia potrà riconoscere nuovi e diversi livelli di assistenza.
”Negli anni scorsi -scrive il quotidiano foggiano online immediato.net che ha dato per primo la notizia- il management della vecchia proprietà si era addirittura incatenato sotto la sede del governo regionale per chiedere l’adeguamento delle rette. Chiedevano alla Regione condizioni economiche adeguate al tipo di servizi necessari per i casi trattati. Adesso, si è optato per una strada diversa, focalizzando l’attenzione sulla “riconversione” delle strutture. “Non abbiamo mai chiesto soldi – ha spiegato l’amministratore delegato di Universo Salute, Paolo Telesforo -, abbiamo però chiesto attenzione per un segmento importante per la storia dell’Istituto che, tuttavia, era stato tenuto ai margini negli anni scorsi. Vogliamo ripartire con una nuova impostazione, per garantire cure adeguate ai pazienti e per salvaguardare una parte importante degli operatori che con la logica dello svuotamento rischiavano di essere difficilmente ricollocati in altre aree”.