Magistrati corrotti a Trani, sotto inchiesta anche il pm Scimè e l’avvocato Ragno

Continua l’inchiesta della Procura di Lecce sugli episodi di corruzione contestati ai magistrati che operavano a Trani. Dopo i clamorosi arresti, tra gli altri, dell’ex pm Antono Savasta e del giudice Michele Nardi, è stato iscritto nel registro degli indagati anche il magistrato Luigi Scimè. A lui si aggiungono l’avvocato Giacomo Ragno, il cognato di Savasta Savino Zagaria e Martino Marancia.

Si tratta di nuovi filoni di indagine che si aprono a seguito delle dichiarazioni rese in undici interrogatori da parte di Savasta, del poliziotto Vincenzo Di Chiaro, attualmente in carcere, e dall’imprenditore coratino Flavio D’Introno, ovvero colui che avrebbe pagato i magistrati per ottenere sentenze favorevoli in vari processi.

Le nuove imputazioni formulate a carico degli indagati tutti raggiunti da avviso di garanzia, riguardano presunti episodi di corruzione, concussione, falso, calunnia, millantato credito ed estorsione. La posizione di altre otto persone, inizialmente presenti nell’elenco degli indagati al momento della notifica dell’ordinanza di arresto, è stata stralciata e nei loro confronti, scrive la Procura nelle imputazioni, “si procede separatamente”.

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