A Bisceglie il «Museo galleggiante in mare»

Di ogni imbarcazione, dopo tante miglia di navigazione e di imprese in mare, vi è una storia da raccontare, che ha per protagonisti armatori, maestri d’ascia, pescatori. Un patrimonio culturale da non sottovalutare, anzi da sfruttare livello turistico. A Bisceglie, infatti, è nato un Museo Nautico galleggiante, da un’idea di Mimmo Cormio, fondatore del Movimento culturale «Iologico».

Si tratta di un’area portuale, nell’ambito della darsena gestita dalla società «Bisceglie Approdi», dove le barche storiche vengono accolte con condizioni vantaggiose per favorirne l’affluenza. «L’attuale quantità di barche attraccate, seppur modesta, si è già rivelata un eccellente richiamo di appassionati e visitatori – spiega Cormio – arrecando giovamento alla restante offerta turistica e culturale del territorio». Ma le motivazioni del progetto, in realtà sono anche altre, di natura più profonda. «La più sentita è quella di dare un futuro ad un passato che profuma di mare, sottraendo all’oblio ciò che il mondo considera oggetti da collezionismo d’élite, ignorando che si tratta di legni che raccontano un’epoca, ci parlano di persone e antichi mestieri – dice il promotore – il Museo Nautico galleggiante è una realtà dinamica e viva dove le barche non sono semplicemente messe in bella mostra, ma sono impiegate per vivere percorsi esperienziali di marineria, eventi culturali d’ogni genere e per tutte le età». Nel Largo Porta di mare n. 3, che si affaccia sul porto di Bisceglie, ha sede il Movimento associativo. Col Museo galleggiante si entra tra le peculiarità del territorio e di chi lo popola. In questa visione le barche fungono da punto di partenza per arrivare a parlare di persone attraverso le quali valorizzare un modello sociale sostenibile e da recuperare dal passato.

“A tal fine abbiamo realizzato una raccolta fondi denominata ‘L’imbarco dei mille’ che ci permetterà di restaurare uno dei rari gozzi di legno che furono creati dal compianto maestro d’ascia Felice Pignatelli nel suo storico cantiere di Bisceglie – spiega con entusiasmo Cormio – la barca l’abbiamo chiamata ‘Grazie mille’ e la raccolta fondi le ha già procurato una considerevole notorietà, purtroppo il cantiere che era un museo all’aperto è stato chiuso dalla burocrazia ed è per noi un importante punto di partenza per avviare una pacifica rivoluzione culturale, per ora abbiamo fatto breccia nel cuore dei tanti partecipanti, ci auguriamo di sensibilizzare maggiormente le istituzioni. Intanto molti stanno riscoprendo il valore e il piacere di navigare su una barca con l’anima, un pezzo unico al mondo ottenuto attraverso la valorizzazione dell’esistente e con la possibilità di aggiungere, a quella preesistente, una personale pagina di storia”.
Il Movimento “Iologico”, inoltre, si sta prodigando per creare una sezione museale della carpenteria navale, non assoggettata alle regole del cantiere, per avviare dei restauri partecipati. “In Italia esistono altre realtà impegnate nella salvaguardia del patrimonio storico galleggiante con le quali stiamo costruendo un ponte culturale, tra queste ci sono il Museo della Marineria di Cesenatico, la Vela tradizionale di La Spezia e le Officine Maremosso di Taranto – conclude il presidente Cormio – ma per ora vi aspettiamo a bordo”.

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