“Codice rosso”, on. Galantino: «Se non si potenziano i Tribunali i reati di violenza sulle donne resteranno impuniti»

Stop alla violenza sulle donne: «bene la legge ma adesso potenziare tribunali o resta propaganda» – commenta così Davide Galantino, parlamentare biscegliese iscritto al gruppo misto, l’approvazione della legge Codice Rosso da parte del Senato della Repubblica.

Il provvedimento prevede l’obbligo per la polizia giudiziaria di comunicare tempestivamente al PM i casi di reato per maltrattamenti, violenza sessuale, stalking e lesioni aggravate, in modo da garantire alla vittima di essere ascoltata entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato.

«Tuttavia – spiega Galantino – Per attuare la nuova normativa, sarà fondamentale il lavoro delle Procure, spesso sotto organico, e che dovranno rispettare termini ristetti. Ho presentato interrogazione al ministro della giustizia Alfonso Bonafede poiché preoccupato dell’effetto “Quota 100” che manderebbe in blocco i Tribunali. Si presume che con la riforma pensionistica vi saranno vacanze di organico nel dipartimento dell’organizzazione giudiziaria considerevoli. Infatti, si potrebbero registrare pensionamenti anticipati di 10.685 unità (nel triennio 2019-2021) di cui 7.158 solo nel 2019. Ciò produrrà gravi criticità nell’amministrazione della giustizia e nel servizio all’utenza.

Ho segnalato la grave situazione del circondario giudiziario di Trani che recentemente ha proclamato lo stato di agitazione del personale per via del probabile dimezzamento del personale e che quindi non sarà in grado di soddisfare la sempre più presente domanda di giustizia che proviene dai cittadini.

Oggi in Puglia si concentra il 9,2% degli omicidi nazionali per femminicidio e questa legge rappresenta un nuovo passo avanti, sarà quindi necessario potenziare gli enti preposti per rendere effettiva la nuova legge. Troppo spesso ci ritroviamo con mogli, mamme, fidanzate che hanno perso la loro vita perché non abbiamo investito abbastanza per rendere efficiente il sistema giudiziario. Il ministro Bonafede non potrà non tenerne conto» conclude Galantino.

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