Ordine del Santo Sepolcro: intervista a Stipo prima della partenza per la Terra Santa

Qual è stata la motivazione che spinge i Cavalieri e Dame ad entrare nell’Ordine?

Inizialmente intraprendiamo questa strada spirati dalla tradizione Cattolica a cui siamo stati educati. Ognuno di noi è entrato nell’Ordine del Santo Sepolcro per cooptazione: da quel momento, ognuno di noi non ha fatto mai mancare la sua presenza.

In tutti questi anni c’è qualche momento particolare che vi portate  nel cuore e che ha rinnovato l’intenzione di portare avanti la vostra missione all’interno dell’Ordine?

Ogni Investitura, ogni volta che entra un nuovo Cavaliere o una nuova Dama nell’Ordine è un momento di gioia. Di Investiture abbiamo avuto la grazia di viverne diverse e ogni cerimonia è differente dall’altra. Un altro momento che si ricorda con particolare calore è il pellegrinaggio internazionale indetto a Roma dall’ attuale Santo Padre Francesco. I tanti Cavalieri e Dame presenti, lì in San Pietro, la cerimonia intensa e tutto il contesto ci hanno dato una grande spinta e rinnovato il nostro impegno all’interno dell’Ordine. In questi   17 anni di vita della nostra Delegazione non siamo mai mancati ad una cerimonia importante e di questo ringraziamo la Provvidenza.

Si può dire che l’Ordine è diventato per voi un po’ come una famiglia?

Certamente. Innanzitutto perché abbiamo la fortuna di collaborare sempre con persone, S.E. il Luogotenente, S. E. Mons. Arcivescovo Francesco Cacucci Gran Priore di Luogotenenza, S.E. Mons. Leonardo D’ Ascenzo nostro Priore di Sezione, il compianto Don Giannotti Savino già nostro Priore di Delegazione, Don Camero Mauro nostro Assistente Spirituale, i Confratelli Dell’Orco Nico, Pedone Mauro, Vania Giacomo, Francesco Di Toma, Giuseppe Nunziante, Abbattista Roberto, Moscatelli Alessandro, Tupputi Emannuele, Dente Francesco, Quarto Ettore, Sasso Daniele Felice, Ventura Sergio, Povia Sergio, Di Gaetano Alessandro, Gagliardi Vincenzo, Bovino Giuseppe, Como Vincenzo, Neri Nicola, Torelli Sergio, Dell’Aere Domenico, Ieva Pasquale, Destino Giovanni, Del Rosso Marco, Sciortino Tina, Antifora Anna, Altieri Gabriella, Presen Cicolani Giorgia, D’Elia Gigia, D’Ambra Antonia con tutti questi Confratelli e Consorelle è venuto a crearsi un clima familiare. Abbiamo instaurato sempre relazioni improntate al rispetto. L’essere parte di una stessa famiglia si respira anche negli incontri di Luogotenenza, con il Gran Priore e negli altri momenti spirituali (ritiri e preparazione ai tempi forti della vita della Chiesa). Non mancano poi le occasioni di incontro e condivisione fraterna anche più spontanee.

 

Per un membro dell’Ordine il pellegrinaggio in Terra Santa è un’esperienza decisiva. C’è qualche luogo che è particolarmente significativo per voi in questa terra alla quale tutti i Cavalieri e Dame sono profondamente legati? Come vi state preparando al vostro Pellegrinaggio?

Il luogo dove uno ricorda tutta la propria vita è sicuramente il Santo Sepolcro. Entrare nell’Edicola uno alla volta e rimanere inginocchiati davanti al Sepolcro vuoto di Cristo per qualche minuto è un’esperienza unica. Venendo tutti noi da famiglie molto cattoliche, per  tutti noi è un momento di conferma della fede.  Ci stiamo preparando al Pellegrinaggio con animo rivolto a quei Sacri Luoghi che videro nostro Signore Gesù Cristo operare. Vogliamo intraprendere insieme ai nostri Fratelli di Terra Santa, quel cammino sulla strada di Emmaus che deve portare alla riconciliazione degli uomini. Mancano appena quattro giorni all’inizio di questo nostro viaggio e credimi per ognuno di noi, questi giorni appaiono interminabili.

C’è un passaggio della Scrittura che vi parla particolarmente?

Tutti noi siamo particolarmente affezionati alle Scritture della Veglia d’Armi e di Preghiera con le sue tre letture e i suoi tre salmi che parlano di Gerusalemme. Vedi Gerusalemme come un punto d’arrivo sia in terra sia in cielo. Le letture si concludono poi con il Vangelo della Resurrezione.

Come vivete tutti voi la nomina a Cavalieri e Dame?

L’emozione è forte soprattutto quando ci viene consegnato il decreto con il quale Sua Eminenza il Cardinale Gran Maestro ci nominava Cavalieri o Dame. Ciò che più ci ha fatto piacere è stato il contesto: tutti i Cavalieri e Dame vivono tale momento con profonda spiritualità.

L’Ordine ha una lunga storia ma, come tutta la Chiesa, vive al passo con i tempi aprendosi al cambiamento facendo ben attenzione allo stesso tempo al mantenersi in linea con la tradizione. Di quali cambiamenti siete testimoni voi?

Le nostre cerimonie sono rimaste sempre uguali e questo ci aiuta a mantenere la tradizione e attualizzarla anno dopo anno senza che diventi solo “storia” ma parte viva del “presente”. Un dato che però cambia è quello dei nuovi membri: abbiamo sempre più giovani che chiedono di entrare a far parte del nostro Ordine. Nell’ultima Investitura abbiamo avuto più 18 degli ammessi sotto i 40 anni. Abbiamo anche notato un crescente bisogno di spiritualità e per la preparazione con gli investendi (che dura un anno) abbiamo deciso di dare un taglio prettamente spirituale grazie al sostegno dei Priori e Padri Spirituali che ci guidano su tale cammino.

So che avete un codice di comportamento assai rigido che deriva direttamente dai Canoni del Diritto Canonico, vi pesa osservarlo?

Essere di esempio alla comunità per comportamento esemplare di vita cristiana e testimoniare la carità sostenendo le opere cattoliche in Terra Santa, rappresentano le caratteristiche che identificano gli appartenenti all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. L’Ordine non è una associazione creata per difendere interessi di categoria, di gruppo o personali ma è un Ente con personalità giuridica, canonica e civile, Vaticana, i cui membri, scelti tra cattolici praticanti di specchiata condotta morale, si impegnano per tutta la vita al rafforzamento della propria Fede e all’aiuto ai Cattolici di Terra Santa per mezzo della propria carità, in obbedienza alle regole statutarie ed alle direttive del Sommo Pontefice. Pertanto, l’adesione all’Ordine implica che ciascun Membro abbia, in ogni circostanza, atteggiamenti coerenti con gli ideali ed i valori umani e di fede professati. Ben lungi dall’ostentare ricercatezza, i Cavalieri e le Dame, devono armonizzare nobile semplicità con sincera affabilità, senza indulgere ad atteggiamenti inclini né alla trascuratezza né all’eccessivo formalismo. Al fine di creare, per quanto è possibile, uniformità di stile in tutto l’Ordine, sono richiamati nel nostro Statuto dei principi generali e norme di comportamento a cui fare riferimento nelle diverse circostanze nelle quali Cavalieri e Dame sono riuniti per vivere e testimoniare il senso della loro appartenenza all’Ordine del Santo Sepolcro. É infatti opportuno che nelle Cerimonie e negli incontri ufficiali (ricevimenti o altre manifestazioni), ai quali si partecipa come singoli o in gruppo, si osservi uno stile di condotta sobrio ed improntato ad atteggiamenti appropriati alla circostanza ed alla dignità dell’Ordine. Il comportamento dei membri dell’Ordine che partecipano a Cerimonie e manifestazioni, influisce sull’immagine dell’Ordine stesso, per la visibilità che ad esso ne deriva.  Da ciò la necessità di seguire norme e regole di comportamento adeguate.

 

MAURIZIO RANA

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