“Mafia nigeriana” in casa nostra, Galizia (M5S): attenzione su confini e su diritti delle vittime della tratta

“Mafia nigeriana” in casa nostra, Galizia (M5S): attenzione su confini e su diritti delle vittime della tratta

4 Dicembre 2019 0 Di ladiretta1993

La notizia di questa mattina sull’operazione, stavolta incorsa a Bari, contro la mafia nigeriana non mi lascia del tutto sorpresa, dichiara la Deputata pentastellata Francesca Galizia. Da oltre 10 anni – fa sapere la Galizia – sul nostro territorio si ripetono fenomeni di criminalità organizzata e non a caso nell’ambito del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di cui sono capogruppo, stiamo lavorando da tempo, portando avanti studi e indagini che ci consentano una migliore gestione e monitoraggio delle problematiche legate nel caso specifico alle vittime della mafia nigeriana, che indubbiamente è ancora poco conosciuta e non può essere per questo utilizzata come strumento di contrapposizione tra bianchi e neri, o come strumento di propaganda politica.
Quello compiuto dalle forze dell’ordine – incalza soddisfatta l’Onorevole – è un grosso risultato che dimostra come un fenomeno spesso sommerso e per questo difficilmente controllabile possa essere fermato.
È opportuno – prosegue la Deputata in coro con altri parlamentari del Comitato – operare a due velocità, difendendo i nostri confini, che sono anche confini europei, e garantendo i diritti dei migranti più vulnerabili, donne e bambini, che sono le vittime della tratta che questa organizzazione gestisce. È quindi fondamentale non strumentalizzare fatti di questo tipo tenendo sempre a mente la condizione di schiavitù in cui spesso vertono alcuni migranti proprio per la violenza inaudita usata dalla mafia nigeriana.
La schiavitù, quella contemporanea, persiste anche se ha cambiato pelle e per sconfiggerla occorre un lavoro di intelligence come quello realizzato dalla Direzione distrettuale antimafia della procura di Bari e la polizia della squadra mobile di Bari con il supporto della Divisione Interpol del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia ai quali rivolgo tutta la mia stima e ringraziamento per il lodevole lavoro svolto”.

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