Ecco l’amministrazione Angarano che campa di commissari

Ecco l’amministrazione Angarano che campa di commissari

13 Maggio 2020 0 Di ladiretta1993

Nella migliore tradizione del sindaco Angelantonio Angarano, ovvero quell’atteggiamento consolidato di decidere di non decidere, sulla maglia 165 si andrà verso il commissariamento del provvedimento che servirà a fare esattamente quello che sulla questione ha sempre pensato di fare la maggioranza che sostiene il primo cittadino: speculazione edilizia.

La differenza è che la responsabilità non se la prenderanno loro, pur in presenza di conflitti di interessi viste le parentele di alcuni proprietari dei suoli, ma allargheranno le braccia e diranno: “È stato il commissario a decidere”.

E così, alcuni di loro potranno continuare a professarsi anime belle dell’ambientalismo solo perché si spostano in bici o si abbonano alla rivista Airone, fischiettando indifferenti davanti a quella che si prospetta come una precisa scelta urbanistica di cementificazione.

Un commissario sarebbe stato necessario anche per il caos creatosi con l’approvazione del bilancio di previsione dove è emerso il peggio di amministratori incapaci e burocrati ottusi. L’emergenza della pandemia ha messo in secondo piano la corretta classificazione di uscite e entrate, di crediti e debiti. Tutto rinviato a quando si rientrerà -se mai accadrà- nella normalità.

Quella dei commissariamenti è un altro aspetto su cui i ruoli si scambiano e le accuse di ieri, diventano le scuse di oggi che riproducono gli stessi comportamenti stigmatizzati in passato. Angarano a fine 2018, pochi mesi dopo la sua elezione, in Consiglio comunale porta l’approvazione di un debito fuori bilancio. «La nostra responsabilità e la nostra serietà stasera -dichiarava il Sindaco- si misura nel portare in Consiglio comunale un debito fuori bilancio che deriva non soltanto da una sentenza esecutiva, perché siamo andati ben oltre, questa politica dilatoria ha portato non ad avere una sentenza, ma ad arrivare a un giudizio di ottemperanza che si è concluso con un commissariamento ad acta…. Non si doveva arrivare a un giudizio di ottemperanza, non si doveva arrivare al commissario ad acta… una responsabilità che non compete a questa amministrazione». Si trattava di una delle sentenze in favore dei proprietari dei suoli della zona 167, disposizioni arrivate dopo la famosa lunga “melina” che ha portato ogni singolo caso con esito ormai scontato, a vedere crescere in modo esorbitante le spese legali quando molti soldi potevano essere risparmiati con accordi e transazioni.

Ma nel giudizio di ottemperanza, nel commissariamento ad acta, frutto della perenne resistenza in cause legali che prospettano una sconfitta certa e un ingiustificabile aumento delle spese per avvocati,  ci è cascata oggi proprio l’amministrazione Angarano.

Il Comune è da secoli che è stato condannato dalla Corte d’Appello di Bari a pagare ai proprietari di uno dei terreni della 167, il valore di mercato per l’esproprio. La mancanza nell’onorare il debito è ora tutta dell’attuale Amministrazione che già a maggio del 2019 aveva ricevuto la notifica della sentenza. Trascorsi mesi senza ricevere notizie dal Comune, i proprietari si sono rivolti al Tar per ottenere un giudizio di ottemperanza. Il ricorso è stato accolto con sentenza del 19 febbraio scorso e lo stesso Tar, su richiesta dei ricorrenti, ha indicato la nomina di un commissario ad acta, vista -come si legge nella stessa sentenza, la «perdurante inerzia» dell’Amministrazione.

Angarano e soci, in questo e come visto anche in molto altro, sono l’esatta copia di chi li ha preceduti nel ruolo di amministratori della città.