Ricchiuti (FdI): «E’ un brutto momento per le Partite Iva»

E’ un momento difficile, dove fai fatica anche a trovare le parole giuste e moderate senza che le stesse possano ritorcerti contro e allora preferisci il silenzio visto che di guai ne hai già abbastanza. Tu che silenzioso non sei mai stato.
Studiare, leggere , affidarsi ai tuoi tanti anni di esperienza dietro un “bancone” per mettere in campo proposte che poi puntualmente vengono cestinate da chi l’economia l’ha imparata solo sui libri di testo non avendo mai provato l’ansia di quando ti chiama il direttore di banca e i mille salti mortali che devi fare in 24 ore per coprire quell’assegno è davvero sconfortante.
La mia preoccupazione va ben oltre questo momento in cui i fari sono accesi.
Tante cose (cartelle , atti giudiziari) sono sospese e ci sentiamo uno vicino all’altro. Quello che mi fa tremare i polsi è il pensiero del post “pandemia” quando ognuno si troverà ad affrontare da solo, l’accanimento dell’armata brancaleone che userà tutte le armi nucleari a disposizione per rientrare di ogni centesimo del tuo debito mentre tu starai là con una fionda a difenderti.
E chi è già stato oggetto di aggressioni da parte di fisco e banche sa bene a cosa mi riferisco.
E poi si continua ancora a parlare a vanvera degli imprenditori. Soggetti che nella “ideologia popolare” provengono da ricche famiglie e strade spianate e che si lamentano per qualche settimana di chiusura o incassi da fame.
Vagli a far capire che la maggior parte è gente che per realizzare il proprio sogno si è straindebitata tra cambiali e leasing e magari con il piccolo aiuto del papà operaio o agricoltore.
Un imprenditore è difficile che si arrenda e quando lo fa, con una corda al collo o con un colpo di pistola nel suo ufficio, non è un atto di resa, ma di protesta. Butta la sua vita in faccia a chi non ha mai lavorato, rischiato, scommesso sui propri sogni pagando le sue scelte sempre in prima persona. Senza aiuti e orgoglioso di non dover chiedere. E’ un combattente che sembra votato al martirio, ma che combatte per tutti, anche per i suoi avversari o calunniatori. Senza di lui il Paese si spegnerà come una candela, senza il tessuto delle piccole e medie imprese ci rimarranno le banche senza depositi, i dipendenti pubblici senza stipendio e i pensionati senza pensione. Un deserto di cui ci sono già segnali ignorati dai parassiti della Nazione. Gente che non si è mai sporcata le mani in una fonderia o bagnato fradicio dopo un’acquazzone per aver aperto la bancarella lontano da casa o ha passato le notti in bianco per far quadrare i conti. Il micro, piccolo, medio imprenditore è il cuore che tiene in vita questo corpo devastato che si chiama Italia.
Se dovesse stancarsi nessuno potrà biasimarlo.
Anzi , Chapeau!
LINO RICCHIUTI
Fratelli d’Italia

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Unione Commercio: la revoca dell’assessore Lorusso è l’errore politico di Angarano

Non si placano le riflessioni  del mondo politico ed associazionistico dopo la revoca della delega assessorile all’avvocato Maria Lorusso da parte del Sindaco della città di Bisceglie. Dall’Ufficio di Presidenza di Unibat esprimono rammarico per la decisione di Angarano affermando: “Il Sindaco di Bisceglie ha perso l’occasione per dimostrare che una politica diversa è ancora […]

Nuovi ospedali, Amati: “Un combattimento. Andria e Nord barese attendono finanziamenti promessi per partire”

“Sui nuovi ospedali è sempre un combattimento. Quelli di Andria e del Nord barese non possono partire, l’uno per i lavori e l’altro per la progettazione, a causa della mancata erogazione dei finanziamenti già disponibili ma non ancora erogati. Quello di Maglie-Melpignano, invece, ha un ritardo nella consegna della progettazione di almeno un mese rispetto […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: