“Elios”, di Natale Buonarota

Elios si adagiò
sui prati della Trinacria.
Stanche le membra,
pesanti i calzari.
Aveva raggiunto ancora
l’Ovest del buio.
Percorso i cieli
accecati di luce.
Si adagiò
sui letti della Trinacria,
con i sette greggi
con le sette mandrie.
l’Ovest suonava il flauto di Pan,
nelle spire striscianti
nelle spore le note.
Elios fu il pentagramma vuoto
disegnato dal Mistral.
Io lo vidi da lontano.
Era lontano il fuoco,
ma mi riscaldo’ ancora,
l’ultima spora
posata sull’ape,
che ruppe il silenzio.

Natale Buonarota

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