Covid: ordinanza chiusura scuole Puglia, oggi udienza al Tar di Bari

C’e’ attesa per l’udienza nella Camera di Consiglio del Tar di Bari, fissata per stamattina alle 9.30, nella quale si discuterà la richiesta di sospensiva contro l’ordinanza del governatore della Puglia, Michele Emiliano, di sospendere la didattica in presenza nelle scuole elementari della Puglia come misure di contrasto al contagio da Covid. L’istanza di sospensiva era stata presentata dal Codacons, attraverso l’avvocato Luisa Carpentieri, e da un gruppo di genitori difesi dall’avvocato Pietro Quinto. Il presidente del Tar aveva già concesso, con decreto monocratico, la tutela cautelare, e nella seduta di oggi, il collegio dovrà decidere l’eventuale conferma della sospensiva.

Nella sua memoria l’avvocato Quinto ha evidenziato come il presidente della Regione Puglia, con la successiva ordinanza del 6 novembre di esecuzione del decreto cautelare, ha espressamente riconosciuto che gli aspetti evidenziati dal Tar circa l’inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad adottare la didattica a distanza costituiscono elementi obiettivi, mai resi noti dal Ministero dell’Istruzione. La Regione ha ammesso, quindi, che non è possibile in concreto la didattica a distanza. E questo motivo era stato evidenziato dal presidente del Tar nel decreto di sospensione dell’ordinanza di chiusura emessa da Emiliano. Un altro profilo del decreto cautelare di cui si chiede la conferma è la presunta contraddittorietà del provvedimento del governatore pugliese che si pone in contrasto con quanto deciso dal governo in tutte le regioni d’Italia, anche quelle classificate come “rosse”, per salvaguardare il diritto all’istruzione nei riguardi degli alunni più piccoli. E ciò indipendentemente dall’andamento delle risultanze epidemiologiche. “Il professore Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, l’organismo di consulenza del governo, ha evidenziato come i dati mostrano che sospendere la didattica in presenza nelle scuole ha dei costi certi ma benefici molto incerti – osserva l’avvocato Pietro Quinto – ed altri studiosi a livello nazionale hanno sostenuto che in presenza di rigidi protocolli, la propagazione del contagio a scuola e’ limitata. Osservare che in concomitanza dell’apertura della scuola i contagi aumentano, non implica necessariamente che in assenza dell’apertura i contagi sarebbero stati più bassi”. Sempre nella sua memoria, Pietro Quinto ha affermato che “nella nostra Costituzione non esistono diritti tiranni, bensì diritti che vanno contemperati nella loro difesa attraverso scelte oculate”.

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