Conflitti di interesse sul PUG: possiamo sapere quali sono?

Una semplice osservazione di taglio politico (nel senso più alto del termine) e di taglio giornalistico. La Giunta comunale non chiarisce quali sarebbero i conflitti di interesse diretti o indiretti alla base dell’impossibilità di approvare il progetto definitivo di PUG. Chi ha conflitti di interesse o cause di incompatibilità può governare liberamente la città? 

A me sembra di vivere nel paese dei balocchi. Leggo certe dichiarazioni dei nostri amministratori e mi sento trattato come un asinello capace solo di ragliare. E non è una bella sensazione.

Sulla questione delle incompatibilità reali o potenziali di Sindaco e assessori sul Piano Urbanistico Generale non mi ero ancora espresso e avevo deciso di non farlo in attesa che le cose si chiarissero. Poi apro i giornali e leggo un comunicato a firma della nostra giunta che dice : “Ancora una volta dobbiamo subire critiche nell’osservare la legge e comportarsi con onestà e trasparenza amministrativa”.

Ora, non voglio inserirmi nel dibattito partitico, ma faccio una semplice osservazione di taglio politico (nel senso più alto del termine) e di taglio giornalistico. La toppa, che emerge dal comunicato, mi pare peggio del buco: il Governo cittadino non chiarisce quali sarebbero i conflitti di interesse diretti o indiretti alla base dell’impossibilità di approvare il progetto definitivo di PUG, ma semplicemente sottolinea, quasi fosse atto rivoluzionario, il gesto di rispettare la legge e le procedure amministrative. E ci mancherebbe che così non fosse! Spero, anzi, che cosi sia stato anche nell’approvazione di altri provvedimenti amministrativi di taglio urbanistico. La questione non è solo amministrativa, ma eminentemente  politica.

Partiamo dalla questione “trasparenza”. Se il Governo della città ha interessi diretti o indiretti rispetto al nuovo piano regolatore, la Città meriterebbe di sapere quali siano. Solo l’assessore Acquaviva, in massima trasparenza, ha confermato che sussisterebbero possibili interessi di un suo parente acquisito che avrebbe un terreno interessato dalla variazione di destinazione da parte del nuovo strumento urbanistico. Quasi tutti gli altri, fra sindaco e assessori (negli allegati alla delibera “incriminata” ci sono 7 dichiarazioni su 8, anche se la stessa delibera dichiara che tutti i componenti della giunta sarebbero potenzialmente incompatibili), hanno dichiarato genericamente di non poter partecipare alla deliberazione per “eventuali” o “potenziali” conflitti di interesse. Ora, se uno decide di non partecipare a una deliberazione come questa è perché sa che quei conflitti di interesse ci sono, altrimenti non avrebbe difficoltà a partecipare alla deliberazione. E se si volesse essere totalmente trasparenti, perché non fare come l’assessore Acquaviva e dichiarare apertamente quali e quante sarebbero queste cause di incompatibilità in capo a Sindaco, Vicesindaco e assessori vari?

Politicamente questa vicenda ha un significato dirompente. La domanda di qualsiasi cittadino potrebbe essere questa: chi ha conflitti di interesse o cause di incompatibilità, di cui non è chiara la portata, può governare liberamente la città? Chi si trova in questa situazione reale o potenziale, è opportuno che amministri la cosa pubblica con il rischio di commistioni con interessi privati? Basta astenersi dalle votazioni o bisognerebbe sgomberare il campo dalle ombre per essere pienamente trasparenti?

Spero che i nostri amministratori rispondano presto. Non a questo asinello che nel paese dei balocchi prova a domandare, ma alla Città tutta che non andrebbe trattata come il paese dei balocchi.

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