DIA, a Bisceglie i giovanissimi spacciano droga delle mafie. Servono Stati generali della legalità

Non so come altro scriverlo! Sono anni che mi sento una Cassandra, un uccello del malaugurio, un narratore di sventure. Come ogni sei mesi arriva la Relazione della Distrettuale Antimafia e ci scopriamo tutti sorpresi da quel che leggiamo, due o tre giorni al massimo. Poi giriamo la testa. Questa volta la DIA ci ricorda che anche nei primi sei mesi del 2020:
“(…) lungo la litoranea tra Trani e Bisceglie permane l’influenza dei clan baresi, in particolare i CAPRIATI di Bari vecchia (come era emerso dall’operazione Pandora – giugno 2018). Intorno ai gruppi più o meno radicati sempre crescente è la contiguità di giovanissimi, talvolta estranei ai contesti criminali, ‘arruolati’ per lo spaccio di sostanze stupefacenti ed il cui mercato nella stagione estiva è tra i più fiorenti della Regione”.
Ma dico: me ne accorgo solo io delle dosi di cocaina, hashish, marijuana ed eroina che passano per le mani di ragazzini poco più che adolescenti nei vicoli del centro storico, del centro cittadino, delle periferie? Le biciclette elettriche e gli scooter senza targa che sfrecciano senza sosta sono una mia invenzione? Gli arrestati ai domiciliari che continuano a gestire i bazar della droga a domicilio sono una mia fantasia?
Mafie pugliesi e mafie straniere stanno divorando la nostra economia e stanno sfruttando cinicamente i nostri ragazzi per i loro traffici milionari. Le mafie sono sempre più forti:
“(…) con riferimento alle specifiche realtà locali della provincia, il quadro che emerge è, in generale, di una crescita delle capacità economico-finanziarie dei sodalizi originari della provincia, fattore che si riversa nel tessuto socio-economico tra i più solidi della Puglia, ‘inquinandolo’ attraverso il riciclaggio, l’auto-riciclaggio, il reimpiego di proventi illeciti e l’intestazione fittizia di beni (…) È inoltre pacifica la capacità delle organizzazioni di schermare efficacemente i profitti illeciti utilizzando quelli legali anche mediante prestanome inseriti nelle delicate fasi di ‘emersione’ (in particolar modo nelle attività di ristorazione e in quelle legate ai processi di trasformazione dei prodotti agricoli), attraverso la compiacenza di figure professionali, quali commercialisti ed avvocati, nonché sfruttando le difficoltà
finanziarie delle imprese”.
Sono mesi che scrivo che le mafie ci stanno divorando, tanto più in un momento di crisi sanitaria ed economica come questo che si sta trasformando in una tragedia sociale senza precedenti.
Recentemente, tanto clamore mediatico ha suscitato in città lo sgombero di alcune abitazioni popolari occupate abusivamente nel centro storico. La nostra amministrazione ha legittimamente smosso prefettura, forze dell’ordine, strutture comunali varie. Il Sindaco ha pure proposto gli Stati generali per affrontare l’emergenza abitativa. Tutto giusto, tutto splendido! Rilancio con l’ennesima proposta, già urlata al vento in questi anni: facciamo gli Stati generali permanenti della legalità. Sindaco, l’emergenza droga e l’emergenza delle mafie che si stanno mangiando presente e futuro sono la priorità. Usi la stessa determinazione che ha raccontato di avere avuto con il prefetto con gli sgomberi nel centro storico e mi avrà al suo fianco nel combattere questa piaga.
Sospetto, però, di ricevere in cambio a questo appello il solito assordante silenzio.
(di Vincenzo Arena)

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