Da Acquedotto Pugliese 110 milioni per abbattere emissioni odorigene. Il progetto coinvolge anche Bisceglie

Acquedotto pugliese ha investito 110 milioni di euro per abbattere le emissioni odorigine causate dagli impianti di depurazione. Fondi che sono stati usati per le coperture delle stazioni principali al trattamento dell’aria negli impianti di depurazione, come nell’impianto di Maglie, il “naso elettronico” sul depuratore di Monopoli e alle nuove tecnologie per le vasche di ossidazione. “Aqp è impegnato in un’intensa attività, rivolta a migliorare la qualità dell’ambiente e, quindi, il benessere delle comunità servite. In quest’ottica rientrano il potenziamento e l’adeguamento tecnologico dei suoi 183 depuratori, sparsi su tutto il territorio regionale. In particolare, per quelli con potenzialità superiore a 10mila AE è stato adottato un piano di coperture delle stazioni odorigene e sono state introdotte importanti novità tecnologiche come il naso elettronico. Un imponente apparato strutturale e strumentale, il cui risvolto più significativo è la migliore qualità di vita dei cittadini”, ha dichiarato il presidente di Aqp, Simeone di Cagno Abbrescia. “Attualmente sono 122 gli interventi in corso, di cui 29 realizzati o ricompresi in interventi di adeguamento e potenziamento”, ha detto la coordinatrice industriale di Aqp, Francesca Portincasa. “Continua l’impegno di Arpa Puglia finalizzato a dare impulso a innovazioni tecnologiche e interventi che siano orientati a risolvere annose questioni ambientali, come quella relativa all’adeguamento dell’impianto di depurazione di Maglie”, ha dichiarato Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia.

Gli interventi pianificati prevedono il confinamento di tutte le stazioni della linea fanghi e di parte di quelle della linea acque con il convogliamento e trattamento delle relative emissioni presso sistemi di trattamento all’avanguardia, prevalentemente di natura biologica (biofiltrazione, bioscrubbing, biotrickling), che sfruttano l’azione di degradazione di microrganismi naturali. Di recente, ai tre impianti già adeguati (Gallipoli, Morciano e Turi), se ne sono aggiunti altri sette tra i quali due nella Bat (Trani e Bisceglie) e 5 in provincia di Lecce (Copertino, Nardò, Novoli, Otranto e Uggiano la Chiesa). Su alcuni di questi impianti, a seconda della potenzialità ed esposizione dei recettori, sono stati installati sul confine, oltre a sistemi di campionamento automatico da remoto apparecchiature automatiche di determinazione della concentrazione odorigena e di monitoraggio in-door dei principali composti odorigeni, per la salvaguardia della salute e la sicurezza degli operatori nell’area stessa del depuratore. Sugli altri 37 depuratori, i sistemi di confinamento e trattamento sono ricompresi all’interno di interventi infrastrutturali più complessi di potenziamento/adeguamento. Per gli altri 75 e’ in corso di esecuzione, infine, uno specifico piano infrastrutturale di ingegneria, in relazione al quale è in corso di affidamento un accordo quadro lavori suddiviso in 4 lotti. Il cosiddetto “naso elettronico”, in corso di sperimentazione nel depuratore di Monopoli sarà usato negli impianti di depurazione di Polignano a Mare e Putignano.

 

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