In classe senza mascherina, ma solo se vaccinati. Intervista a “Scuole Diffuse”: atto discriminatorio

Togliere la mascherina in una classe in cui si è tutti vaccinati. La proposta avanzata da Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, fa discutere e divide il mondo della scuola, a cominciare dal secco “no” pronunciato dai dirigenti scolastici: «Nelle classi ci sarà sempre qualcuno di non vaccinato. E questo creerà una situazione di disagio, con il rischio di emarginazione da parte dei ragazzi che vorrebbero levare la mascherina», ha commentato Antonello Giannelli, presidente Anp.

E anche i genitori lanciano l’allarme discriminazione nel caso in cui questa soluzione proposta da Speranza e Bianchi dovesse entrare effettivamente a regime. È la posizione, per esempio, del coordinamento “Scuole diffuse in Puglia”, presieduto dalla barese Terry Marinuzzi, che rilancia: «Siamo perplessi sui protocolli ministeriali».

A prescindere dal vaccino, siete favorevoli a togliere la mascherina in classe?

Terry Marinuzzi

«Nonostante la campagna vaccinale prosegua spedita, l’Italia resta l’unico dei 27 paesi comunitari che ancora obbliga all’uso della mascherina in posizione statica, quindi al banco. Però al ristorante non si è mai indossata la mascherina. A nostro modo di vedere c’è una rigidità che non riusciamo a spiegarci; il distanziamento e l’areazione sono fattori importanti, ma si fa fatica a pensare che un bambino o un ragazzo possano tenere per 7 ore la mascherina».

Mascherina per alcuni sì e per altri no. Sarebbe discriminatorio…

«Con questa percentuale di vaccinati nella scuola tenere la mascherina sarebbe un accanimento inutile. In più c’è un principio grave di discriminazione, come sottolineato dall’Associazione nazionale presidi. Il green pass a scuola non è richiesto agli studenti minorenni, quindi un dirigente scolastico non sa chi è vaccinato e chi no. In Italia ci sono 10 vaccinazioni obbligatorie che sono propedeutiche all’iscrizione alla scuola pubblica, ma fra queste non è contemplata la vaccinazione contro il Covid. Chiaramente in una classe, in maniera informale, si riesce a capire chi è vaccinato o meno, ma in via ufficiale questo non è dovuto. Se dovesse esserci uno studente non vaccinato potrebbe essere indicato come “colpevole” del fatto che non ci si liberi di questa protezione. Anche con il ciclo di vaccinazione completo, d’altra parte, ci si può infettare, evitando però gli esiti più gravi o addirittura mortali. Identificare in pochi ragazzi un problema potrebbe dare adito a delle discriminazioni. Per anni si sono fatti progetti contro il bullismo a scuola, e una posizione del genere è una grave leggerezza da parte del ministro Bianchi».

Quindi siete scettici sulla possibilità di vaccinare i minorenni?

«Il comitato scientifico britannico ha scoraggiato dal vaccinare gli under 16. I pediatri italiani la pensano diversamente, però è anche vero che così si obbligano i genitori che vorrebbero aspettare evidenze scientifiche più solide a vaccinare i figli. Nel momento in cui si privano bambini e adolescenti della socialità e dell’affettività in sicurezza interviene una sorta di obbligo di fatto».

Quali incongruenze sottolineate?

«La popolazione minorile in Italia è molto esigua, soprattutto fra 12 e 16 anni; d’altra parte, siamo il paese più vecchio del mondo. In Norvegia è vietata la vaccinazione degli under 18, a fronte di una popolazione giovanile molto più ampia della nostra. Nel sistema italiano ci sono molte contraddizioni che dovrebbero essere analizzate meglio; la scuola pubblica deve essere un luogo sereno e accogliente. Il ministro dice di sognare una scuola “affettuosa”, ma nei fatti pone i principi di una scuola che affettuosa non è, e addirittura presta il fianco a episodi di discriminazione».

Ma, in generale, sui vaccini che posizione prendete?

«Il 99% dei genitori del nostro coordinamento ha completato il ciclo vaccinale, ma sulla vaccinazione dei ragazzi c’è una divisione. Più si abbassa l’età e più aumentano le perplessità: un conto è vaccinare un 16enne che è alto 1 metro e 80, pesa 70 chili e ha già completato il suo sviluppo, ma vaccinare una ragazza di 12 anni che ne pesa 40 e ancora non ha avuto il menarca è un altro conto. Sullo stesso vaccino Pfizer la comunità scientifica internazionale è divisa in merito alla somministrazione agli under 16. E per i genitori non è semplice decidere per un’altra vita; io stessa non sono convinta di vaccinare mia figlia 14enne, ho bisogno di maggiori evidenze scientifiche. Nella mia famiglia siamo tutti vaccinati da diversi mesi, ma nel caso di nostra figlia abbiamo delle perplessità, pur davanti alla consapevolezza che non possa andare al cinema, a giocare a pallavolo, a trovare gli amici».

Se il problema è il green pass, c’è sempre la possibilità di ottenerlo con il tampone ogni 48 ore…

«Molte farmacie di Bari non fanno i tamponi, altre solo dalle 9 alle 11 del mattino, quando i ragazzi sono a scuola. Quindi un genitore che vuole far fare al figlio due o tre tamponi a settimana trova delle difficoltà. Ci auguriamo che il ministro Bianchi si renda conto che è saggio attendere ancora qualche settimana».

 

RICCARDO RESTA

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Prorogati termini per l’iscrizione al servizio di refezione scolastica

Si informa la cittadinanza che i termini per le iscrizioni al servizio di Refezione Scolastica sono stati prorogati alle ore 23.59 del 30 settembre 2021. Si ricorda, a tal proposito, che a partire dall’anno scolastico 2021-2022, l’Amministrazione comunale ha informatizzato l’iscrizione al servizio di refezione scolastica attraverso una procedura online più immediata e funzionale ad […]

Sindaco Angarano dà il benvenuto al nuovo Comandante della Capitaneria di Porto

Con il presidente della Commissione Sicurezza, il consigliere comunale Francesco Coppolecchia, il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, hanno dato il benvenuto al nuovo Comandante della Capitaneria di porto della nostra Città, il Primo Maresciallo Crescenzo Ciccolella, originario di Molfetta e proveniente da Lampedusa dove ha trascorso gli ultimi cinque anni della sua carriera, e hanno […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: