Di Leo: Un patto per la città, basta polemiche e coerenza per il futuro

Giornata di polemiche. Il comunicato di Sistema Garibaldi mi ha lasciato interdetto. Ho assistito alla nascita del progetto durante la mia permanenza tra i banchi della maggioranza nella scorsa legislatura: posso considerarmi un sostenitore “morale” di questo contenitore culturale e di idee. In politica si possono fare considerazioni differenti da quelle dei predecessori: tuttavia, il garbo istituzionale e la vicinanza umana non devono mai mancare. Parliamo pur sempre di lavoratori: trattare con superficialità il mondo dello “spettacolo”, soprattutto quando di qualità, equivale ad autodefinirsi politicamente miopi.

Non mi soffermerò molto sulla querelle riguardante le ipotetiche corsie vaccinali preferenziali. Occorre davvero spendere parole? Dove sarebbe l’etica? Oggi, il mondo, con fatica, sta cercando di aprire le frontiere delle vaccinazioni anche ai Paesi più indigenti: a Bisceglie, purtroppo, pare si remi in direzione contraria, assicurando le dosi a pochi eletti. Auspico immediate pubbliche smentite: sarò sinceramente felice di accoglierle e di archiviare questa pagina di storia biscegliese.

Un’ulteriore notizia: a breve Bisceglie riavrà a disposizione un hub vaccinale. Dopo mesi di pandemia e gli oltre mille casi positivi in città, il sindaco Angarano si è svegliato dal torpore amministrativo. Io stesso, in data 04/01/2022, ho inviato una PEC alla Procura della Repubblica, per chiedere delucidazioni e spiegazioni per cui Bisceglie non fosse dotata di un hub vaccinale. Sono state molte le polemiche sollevate: io non ho idea di quale sia stata la valutazione tecnica e politica dell’amministrazione. Ad ogni modo, se quella della palestra del liceo Da Vinci fosse la migliore soluzione possibile, non credo ci sia molto da dire. Ci sono delle priorità nella vita e in politica: oggi, aumentare il ritmo delle vaccinazioni è assolutamente prioritario.

Concludo rivolgendomi proprio agli autori di tali polemiche e anche ai soggetti coinvolti negli eventi precedentemente raccontati: per realizzare qualcosa, una classe dirigente politica deve essere eletta. Per essere eletta, deve essere sostenuta. Non chiederò dove foste nel 2018. Invece chiederò: da che parte starete tra un anno, nel 2023? All’opposizione di chi ha governato negli ultimi 4 anni? Solo al primo turno o anche ad un eventuale ballottaggio? scrive Di Leo

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