Pos, Ricchiuti (Fdi): obbligo è ennesimo regalo alle banche

“Dal 30 giugno sarà obbligatorio da parte di commercianti e professionisti accettare il pagamento elettronico. La sanzione per chi non si adegua sarà di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione. Lo prevede l’ultimo decreto PNRR, dopo numerosi rinvii, col fine di perseguire l’evasione fiscale. Così ci hanno venduto questa bufala.

Ora mi chiedo se l’obiettivo era quello di contrastare l’evasione fiscale, a quanto ammonterebbe tale evasione per tabaccai ed edicole visto che è stato imposto anche a loro? L ‘obbligatorietà dei pagamenti tramite pos ridurrà i margini di guadagno già molto bassi per le accise sui tabacchi così come per i servizi offerti dalla ricevitoria. Una marginalità che va dal 2 al 10% e il costo delle commissioni trattenute sulle transazioni va a erodere ulteriormente tale margine. Stessa cosa per le edicole già numericamente ridotte negli ultimi anni e che con questo provvedimento potrebbero, le restanti, ricevere il colpo di grazia. Bisogna che gli esercenti siano ben informati e non illuderli che non potrà esserci un calo dei costi.

Non ci sono i margini per ridurre i costi delle commissioni per i pagamenti effettuati tramite carte, lo hanno già detto chiaro e tondo durante il governo gialloverde i responsabili dei circuiti Bancomat, Visa, Mastercard e American Express in Italia durante una audizione sul decreto Fiscale alla Commissione Finanze della Camera, convenendo sul fatto che i costi siano già stati sufficientemente ridotti negli ultimi anni. Oltre alle attività su menzionate ci sono molteplici operatori commerciali che viaggiano con margini ridotti. Continuiamo a sostenere che ogni commerciante o libero professionista debba in libertà decidere di utilizzare tale apparecchio o meno. E la scusa della lotta alla evasione fiscale è appunto una bufala per coprire l’ennesimo regalo alle banche”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile del Dipartimento Imprese e Mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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