Piano protezione civile. M5S, Il faro-PCI, Libera il futuro: apprezzabile la digitalizzazione, ma dov’è la partecipazione prevista per legge?

I capigruppo in Consiglio comunale di M5S e Il Faro-PCI Amendolagine e Capurso, insieme al Presidente di Libera il futuro Vincenzo Arena, hanno presentato un’istanza con cui chiedono a Sindaco e Giunta di convocare una fase di partecipazione, approvando il relativo cronoprogramma degli incontri, per consentire ai cittadini di dare il proprio contributo all’aggiornamento del piano di protezione civile.

I cittadini singoli o associati, nelle modalità definite da una Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2021 che fornisce le indicazioni operative per la redazione dei piani di protezione civile, devono vedere assicurata la loro partecipazione alla redazione o all’aggiornamento di questo importante documento.I richiedenti hanno chiesto, inoltre, all’Amministrazione di predisporre, in tempi brevi, canali di partecipazione online per consentire alla cittadinanza di contribuire all’emendamento del piano con idee e proposte.La fase di partecipazione, stando alla legge, deve essere preliminare all’approvazione da parte del Consiglio comunale dei piani di protezione civile. Tuttavia, tale fase non sembra essersi svolta (almeno nelle modalità previste dalla legge) e il 30 settembre il Consiglio Comunale, a maggioranza, ha approvato questo importante documento. A corredo del Piano approvato, però, non vi è traccia della relazione, prevista dalla “Direttiva Piani” del 2021, che contenga la descrizione delle attività di partecipazione svolte, delle questioni aperte e maggiormente problematiche e delle relative proposte di soluzione che devono essere recepite nel Piano.“Fuori da qualsiasi logica polemica – affermano i richiedenti – chiediamo al Sindaco, che è autorità locale di protezione civile, e alla Giunta di conciliare la fase di partecipazione del piano, che va necessariamente convocata correggendo l’errore commesso prima dell’approvazione, con la divulgazione del nuovo piano, pur se modificabile essendo il piano di protezione civile un documento dinamico”.Amendolagine, Capurso e Arena apprezzano, comunque, l’implementazione nel nuovo piano di una versione digitalizzata dello stesso con apposito applicativo GIS che mappa scenari di rischio, percorsi di emergenza, aree di attesa, ammassamento e raccolta. Apprezzabile è anche la revisione corposa del documento che introduce con pregevole approccio estensivo nuovi scenari di rischio (come ad esempio il rischio Covid).Il coinvolgimento di cittadini singoli e associati, delle strutture operative e delle componenti del sistema locale di protezione civile, potrebbe essere utile su diversi fronti:

  • l’implementazione di base dati attualmente presenti in GIS con dataset ulteriori a disposizione di soggetti pubblici e privati del sistema;
  • l’aggiornamento o implementazione di scenari di evento e di rischio attualmente non previsti;
  • l’individuazione di nuove modalità e strumenti di comunicazione e informazione alla cittadinanza, con particolare riferimento al sistema di
  • allertamento;
  • la definizione e l’aggiornamento delle azioni a tutela delle persone e dei beni con particolare riferimento a: chiusura delle scuole, degli esercizi pubblici e commerciali e dei luoghi pubblici, viabilità ed evacuazioni, individuazione delle aree di emergenza;
  • la definizione di nuove modalità di comunicazione e informazione per la divulgazione delle misure di autoprotezione da adottare;
  • l’individuazione di azioni e procedure a tutela degli animali;
  • il contributo alla verifica della coerenza della pianificazione di protezione civile con le altre pianificazioni territoriali, come ad esempio quella urbanistica o il piano delle coste.

A corredo dell’istanza Amendolagine, Capurso e Arena hanno allegato le proprie proposte di aggiornamento del piano oltre che una rassegna da cui prendere spunto con l’elenco di una serie di Comuni che in tutta Italia ha tenuto la fase di partecipazione, anche se in questi casi preliminare all’approvazione del Piano di protezione civile.

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