Quanti pappagallini rinselvatichiti ci sono a Bisceglie? Al via il censimento per il monitoraggio

Chi l’avrebbe detto che la liberazione (accidentale?) di alcuni esemplari di Psittacula krameri  noti con il nome comune di parrocchetto dal collare – avrebbe scatenato a distanza di pochi decenni la proliferazione incontrollata di una specie alloctona e simpatica quanto, purtroppo invasiva e potenzialmente dannosa per l’ambiente.

Per questo, controllare la popolazione di questi simpaticissimi pappagallini – ben insediatisi nei dintorni di Molfetta Bisceglie, tra le province di Bari e Barletta-Andria-Trani – appare fondamentale per tutelare la biodiversità pugliese.

Dal sito istituzionale di Molfetta si apprende che l’amministrazione comunale ha aderito al progetto “Parrocchetti di Puglia”, animato da diverse associazioni del territorio: Terrae APS, Vivarch APS, LIPU Molfetta, ARDEA APS e con il supporto scientifico di Leonardo Ancillotto (CNR) e dell’Ornitologo Rosario Balestrieri. Questa iniziativa prevede il censimento delle colonie attraverso la App dedicata e gratuita INaturalist: https://www.inaturalist.org/projects/parrocchetti-di-puglia.  Gli utenti non dovranno far altro che fotografare i parrocchetti che incontrano, o le grosse ceste-nido di norma ben visibili sugli alberi, e caricare foto e ubicazione tramite l’App, contribuendo attivamente alla ricerca scientifica su questi animali. L’obiettivo del progetto è individuare le aree di nidificazione su tutta la regione, per poi stimare il numero di colonie presenti e disegnare i fronti di espansione di questa specie aliena.

«Abbiamo la necessità – il commento dell’assessore all’ambiente, Caterina Roselli – di monitorare la numerosità dei pappagalli esistenti, su tutto il territorio comunale e principalmente nell’agro di Molfetta, anche per riuscire a comprendere la velocità con cui riescono a riprodursi e la capacità di convivenza con le altre specie, con l’habitat in generale e il territorio agricolo in particolare».

Stando a quanto si apprende, l’iniziativa non prevede assolutamente alcuna azione cruenta nei confronti di questi uccelli, ma unicamente l’avvio di un monitoraggio teso a comprendere con il tempo dimensioni, effetti ed eventuali strategie di mitigazione di questo fenomeno, così come richiesto dalle normative comunitarie e nazionali.  Per favorire la raccolta dati le associazioni coinvolte organizzeranno giornate a tema in cui approfondire la questione ed uscite sul territorio in cui apprendere come condividere i dati su iNaturalist, App molto utile ed intuitiva.

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