Troppa cronaca nera a Bisceglie, Progetto Uomo: la politica cittadina non revisiona i propri progetti

I recenti e tragici avvenimenti di queste ultime settimane ci interpellano, come cittadini organizzati in un corpo sociale intermedio qual è il Comitato Progetto Uomo, ad esprimere la nostra riflessione sulla situazione della nostra Comunità cittadina. Purtroppo la nostra Bisceglie si è trovata ancora una volta al centro dell’attenzione mediatica nazionale per episodi che hanno oscurato quanto di buono i biscegliesi tentano di fare per darle lustro e un po’ di speranza e benessere.

Sono fatti che, nella loro gravità, segnalano una situazione di emergenza che sollecita tutta la comunità a chiedersi verso quale meta stiamo procedendo.

Dal nostro punto di vista la situazione non denota un problema solo di sicurezza ambientale e sociale ma soprattutto educativo, valoriale, culturale, spirituale, Politico che richiede un cambiamento di rotta rispetto alla banalizzazione della vita umana dal suo inizio (vedi tutte le leggi antivita), alla banalizzazione dell’istituto della famiglia (così come espresso nell’art. 29 della Costituzione Italiana), alla banalizzazione della cultura divenuta veicolo di trasmissione ideologica, alla banalizzazione delle nostre radici religiose e spirituali assunte a mera forma di spettacolo se non contrastate dal politicamente corretto che impone la rinunzia della propria identità, alla banalizzazione della Politica trasformata anch’essa in una forma di spettacolo il cui obiettivo è cercare voti per non perdere il potere.

Se questa è la situazione della nostra società allora è chiaro che ciò che succede è la conseguenza di un male grande. E tale male lo si può combattere solo con un bene grande.

A seguito degli ultimi avvenimenti capitati nella nostra città, auspicavamo un gesto che coinvolgesse tutte le rappresentanze politiche, di maggioranza e di minoranza, uno choc amministrativo che spronasse tutti ad una revisione della propria condotta e dei propri progetti politici. Ma, a malincuore, questo choc non c’è stato e si è tornati alle solite polemiche e alle solite manifestazioni che fino ad ora non hanno mai sortito alcun effetto concreto.

Nel nostro piccolo, proprio tali tragici accadimenti ci hanno confermato nella necessità di proseguire il nostro impegno sociale, nell’attenzione alle famiglie, alle mamme, ai bambini, all’educazione, alla cultura. E anche noi, come tanti altri organismi sociali intermedi, ci siamo sentiti spronati ad intensificare la nostra missione di volontariato a servizio di una società che ha bisogno di compagnia, per non smarrirsi nella solitudine.

Il Consiglio Direttivo:

Mimmo Quatela, Elisabetta Di Terlizzi, Domenico Torchetti, Pietro Di Leo

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