A Bisceglie torna “Sirene”: Performing Arts Festival con una sesta edizione dal respiro internazionale

La Città di Bisceglie è pronta anche quest’anno ad accogliere alcuni degli artisti più interessanti della scena nazionale e internazionale con SIRENE | Performing Arts Festival, un progetto di Sonenalé, con la direzione artistica di Agostino Riola, sostenuto dal Comune di Bisceglie e realizzato in stretta collaborazione con Puglia Culture.

 

Un prologo nel teatro cittadino, una prima nazionale e due prime regionali. Sono alcuni dei dati di questa edizione, in programma dal 13 al 19 luglio, che si apre a una dimensione internazionale, ospitando compagnie e coreografi che in questi anni hanno contribuito a ridefinire il linguaggio della danza contemporanea sulla scena europea. Un programma che intreccia ricerca e sperimentazione, nuove produzioni e artisti affermati, confermando la vocazione del Festival a essere un luogo di incontro e di scoperta.

 

La 6a edizione del Festival prenderà il via con il prologo “Genius Loci”, curato in maniera autonoma e indipendente dalla compagnia Sonenalé, che mira a far emergere lo spirito del luogo, la sua identità e la sua essenza, valorizzando e promuovendo le eccellenze del territorio nel campo delle performing arts e della danza contemporanea in una prospettiva nazionale e non solo.

 

Nello Spazio Sonenalé, infatti, dal lunedì al venerdì, si svolgerà una residenza artistica promossa nell’ambito di “Cantiere Creativo”: progetto di accompagnamento alla creazione ideato dal coreografo Riccardo Fusiello. A conclusione della prima edizione, che ha visto la partecipazione di quattro coreografe pugliesi, è stata selezionata la coreografa e danzatrice biscegliese Ambra Amoruso con il suo progetto “Graduale per mezza persona”. Grazie alla residenza offerta dal Festival SIRENE, la giovane coreografa avrà la preziosa opportunità di sviluppare il suo lavoro, con il supporto artistico dello stesso Fusiello in qualità di tutor, e di presentarlo in anteprima nel programma del festival, che diventa così anche uno spazio di creazione per far emergere nuove visioni e talenti.

 

Il debutto della performance di Amoruso, per la drammaturgia di Carla Andolina, darà l’avvio ufficialmente alle tre serate di spettacoli venerdì 17 luglio alle ore 21 sul palco del Teatro Garibaldi. Una performance multidisciplinare che abita la soglia dell’osmosi tra danza e canto. Ispirato alla figura mitologica di Tiresia, il lavoro indaga la condizione dell’essere “metà”: uomo e donna, umano e animale, movimento e voce.

 

La serata di venerdì proseguirà poi con la performance “Della fragilità dei corpi”, coreografia e danza di Riccardo Fusiello, reduce dal grande successo della tournée nazionale ha fatto tappa, tra l’altro, al Festival Corfuentes a Cagliari e alla Rassegna Dar Corpo alla danza a Verbania.

Un omaggio di un corpo che non vuole essere costretto a scegliere chi essere, come muoversi, in che forma mostrarsi ma che vuole cambiare stato e consistenza seguendo il desiderio e la necessità del momento.

 

La scelta di cominciare questa edizione di SIRENE dal Teatro Garibaldi non è casuale, ma rappresenta un elemento di continuità rispetto alla stagione teatrale e di danza organizzata dal Comune di Bisceglie e Puglia Culture. Da un luogo simbolico per tutta la città, spazio deputato per eccellenza ad accogliere la cultura e le arti, il Festival partirà per poi aprirsi come ogni anno ad altri spazi, da reinventare attraverso la performance.

 

Dopo il prologo “Genius Loci”, curato in maniera autonoma e indipendente dalla compagnia Sonenalé, sabato e domenica il Festival SIRENE entra nel vivo con le due serate di performance organizzate con la collaborazione di Puglia Culture.

 

Sabato 18 luglio, alle ore 21, ci si sposta nella suggestiva Sala degli Specchi di Palazzo Tupputi, tra i più prestigiosi esempi di architettura rinascimentale in Puglia, per una serata organizzata in collaborazione con Network Anticorpi XL. Ad aprire la serata una prima nazionale: “When we collide” di Alessio Damiani, già danzatore presso lo Hessisches Staatsballett dello Staatstheater Wiesbaden, dove ha collaborato con grandi nomi della danza internazionale. La sua performance esplora l’impronta di un abbraccio — desiderato, ricordato e disperatamente necessario. Tutto ha inizio con l’assenza: un abbraccio mancante che rimane inciso nel corpo, come la traccia di qualcosa vissuto intensamente.

 

A seguire, spazio all’anteprima di “Love Parade” di Glenda Gheller, giovane coreografa e danzatrice di origini italiane che da anni lavora specialmente nel Regno Unito, con la Northern School of Contemporary Dance di Leeds, dove si è laureata. Per raccontare la sua performance bisogna immaginare una parata, non di carri allegorici, ma di visioni. Un corteo che attraversa spazi interiori dove l’amore si manifesta in tutta la sua onesta complessità. Ispirato alle provocatorie riflessioni di bell hooks, “Love Parade” – prodotto da Ocram Dance Movement con la collaborazione di Scenario Pubblico / Centro di Rilevante Interesse per la Danza – guarda con speranza al futuro e ci invita a parlare dell’amore reale, senza vesti e idealizzazioni. Tutto nasce dalla domanda: “Perché abbiamo ancora paura di parlare dell’amore?”, incoraggiando a non negare questo sentimento, che continua ad essere il centro dell’esistenza umana.

 

Entrambe le creazioni che verranno presentate sabato sono state selezionate per la Vetrina della giovane danza d’autore eXtra 2026 – Network Anticorpi XL.

 

La chiusura, come ormai da tradizione, si svolgerà nella spettacolare cornice del Teatro Mediterraneo affacciato sul mare. Domenica 19 luglio, alle ore 19.30, con la suggestiva luce del tramonto, andrà in scena “Swing” di Cie Fluctus, compagnia svizzera di teatro fisico che si pone come obiettivo la creazione di forme di espressione teatrale volte al contemporaneo senza che queste diventino elitistiche. “Swing”, sottotitolo ‘Fight Club, ma senza Brad e Edward…’, vede in scena due personaggi bizzarri che si confrontano all’interno di un campo di battaglia, in uno stile acro-comedy che saprà conquistare anche gli spettatori più piccoli e le famiglie con la sua anima ironica e circense.

 

Chiuderà la sesta edizione di SIRENE la performance “Thaumata” di Mario Coccetti con Asmed – Balletto di Sardegna. Un lavoro che prende ispirazione e si auto-genera da una riflessione incentrata sulla relazione tra umano e divino. Partendo dalle personali esperienze dei danzatori e del coreografo, è stato creato un vocabolario intriso di gesti potenti e significativi in cui rito, estati, sublimazione e misticismo si intrecciano e si scambiano continuamente al fine di dare vita ad un corpo coreografico primordiale, veicolo di credi differenti e di diverse forme di preghiera. Tra danze tribali, rituali e divinatorie, apparizioni mistiche, iconografie religiose di stampo classico, rinascimentale e barocco.

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