Siccità in Puglia? C’è una proposta…

27 Giugno 2017 0 Di ladiretta1993

“Mai come quest’anno le alte temperature, unite alle scarse precipitazioni, hanno aperto il dibattito sull’importanza di una gestione efficace e virtuosa delle risorse irrigue, che nella nostra regione sono caratterizzate da  sprechi e un incontrollato utilizzo di pozzi di falda a rischio contaminazione salina.”

lo dichiara Cristian Casili, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle e Vicepresidente della V Commissione Regionale che prosegue: “Sento dunque l’esigenza di riproporre, ancora più convintamente, la proposta che avanzai ad inizio legislatura sul recupero delle cave dismesse, allo scopo di farne dei biolaghi dove far confluire le acque reflue depurate che oggi purtroppo continuiamo a sprecare. La considero un’iniziativa concreta ed efficace per utilizzare un bene prezioso e limitato come l’acqua, in un territorio come il nostro, a rischio desertificazione”.

 

Proprio grazie all’iniziativa del consigliere pentastellato quest’anno sono stati compiuti i primi passi importanti per dare concretezza a questo progetto rivoluzionario e per alcuni versi visionario. “Il 16 maggio scorso – sottolinea Casili – è stato convocato in Regione un tavolo tecnico di confronto  per valutare le iniziative di studio e progettazione da ammettere a finanziamento regionale grazie alla mia proposta votata all’unanimità dal Consiglio regionale e che prevede un primo stanziamento di 100 mila euro. Ricordo che l’anno scorso la stessa Regione Puglia ha emesso un avviso pubblico per la selezione di Comuni pugliesi interessati al recupero delle cave dismesse.”

Il consigliere salentino ricorda come la Puglia sia tra le regioni italiane ad avere più cave dismesse, per la precisione 555 di cui 125 solo in provincia di Lecce, molte delle quali abbandonate e spesso trasformate in depositi di rifiuti di ogni tipo. Centinaia di ettari che sviluppano una superficie che potrebbe ospitare diversi milioni di metri cubi di acqua.


“Pensare di recuperare e rinaturalizzare questi volumi scavati nella pietra – conclude il vicepresidente della Commissione Ambiente – potrebbe consentirci di recuperare grandi quantità di acqua oltre a migliorare la biodiversità e il microclima e strappare al degrado importanti zone del nostro territorio. In questo modo si potranno riqualificare dei siti che oggi rappresentano delle ferite per la morfologia del territorio, allo stesso tempo potremo ottenere una fonte di acqua di qualità a basso costo, recuperata virtuosamente, da utilizzare – conclude – in periodi di forte stress idrico come nel caso della siccità di questi giorni.”