Rifiuti, “BisceglieSvolta”: Comune presenta domanda in ritardo, persi finanziamenti

19 Agosto 2017 0 Di ladiretta1993

L’ AGER – Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il Servizio di Gestione dei Rifiuti- ha emesso il Decreto 63/2017 per finanziare i progetti dei Comuni pugliesi al fine di favorire il risanamento ambientale, la diminuzione dei Rifiuti indifferenziati o la diminuzione degli scarti derivanti dalle raccolte differenziate.

Scorrendo il Decreto di approvazione con grande delusione si scopre che Bisceglie è l’unico comune “non ammesso per domanda presentata fuori termine”.

In questi momenti di difficoltà economica oltre che di sofferenza delle famiglie si scopre ancora una volta l’incapacità amministrativa della Giunta Spina nel gestire e governare un settore, quello dei rifiuti, che incide già pesantemente sulle tasche dei Biscegliesi.

Perplessità’ sollevano le strategie comunicative del Sindaco che si affretta ad enfatizzare effimeri risultati di un finanziamento di 24.600 euro per la pulizia delle strade e che invece tace sulla perdita di un finanziamento “strutturale” ben più importante.

Il vicino Comune di Trani è stato ammesso, ad esempio, per oltre 1 Milione di Euro!

 

Ma ancora più drammatico è constatare che in questa amministrazione non vi è consapevolezza della perdita di opportunità su tematiche “ambientali” che il Decreto 63/2017 comporta, ovvero del danno economico arrecato ai cittadini che con molta probabilità subiranno un ulteriore aumento della tassazione nel 2018 a causa dell’ecotassa che costituisce una delle voci che incide sulla TARI.

 

 

Lo stesso Assessore Regionale all’ambiente, Filippo Caracciolo, in merito a tale finanziamento ha affermato che “si tratta dell’unica strada percorribile per riuscire a ridurre drasticamente i conferimenti in discarica, che non solo creano danni pesanti all’ambiente, ma innescano una maggiorazione dei costi che inevitabilmente finisce per gravare sulle tasche dei cittadini”.

Si trattava di 8 Milioni di euro complessivi, utili ad innescare sistemi virtuosi e innovativi di raccolta, smaltimento e gestione per i comuni.

Soldi rivenienti dalle tasche di noi cittadini, corrispondenti al 20 % dell’ECOTASSA complessiva pagata dai Comuni alla Regione Puglia, destinati da quest’ultima ad uno speciale “Fondo Ambientale” per finanziare progetti coerenti con l’art 3 comma 27 della L. 549/95.

Soldi, con i quali si sarebbero potute finanziare nuove isole ecologiche mobili o fisse, attrezzature, sistemi per il miglioramento della qualità del differenziato, monitoraggi, ecc. ecc..

Tutte queste azioni avrebbero comportato l’aumento della percentuale di rifiuto differenziato e/o obiettivi di premialità.

In entrambi i casi avremmo avuto un risparmio diretto nella TARI ed un miglioramento della qualità ambientale e della situazione dell’igiene cittadina.

Il paradosso consiste nel fatto che tale risparmio sarebbe stato possibile proprio grazie al “ristorno” di parte di quei soldi che, ribadiamo, sono la nostra quota di Ecotassa già versata……appunto “l’unica strada percorribile”.

 

Inoltre, per completezza, aggiungiamo che i Biscegliesi anche quest’anno stanno pagando una TARI aumentata rispetto agli anni precedenti essenzialmente per “questioni locali” (aumento dei costi di raccolta e conferimento, mastelli, ecc…) poiché l’ECOTASSA è invariata dal 2013 ed è pari a 15,00 euro per ogni tonnellata di rifiuto indifferenziato.

Ma la Regione Puglia ha stabilito, con la Determinazione Dirigenziale n. 388 del 07 dicembre 2016, sulla scorta dello scarso livello di raccolta differenziata raggiunto nell’anno 2016 (26,48%), che l’aliquota di tributo speciale per l’anno 2017 (TARI del 2018) sarebbe stato di 25,82 euro per ogni tonnellata di rifiuto indifferenziato.

 

RISULTATO: LA TARI POTREBBE CONTINUARE AD AUMENTARE non solo per i noti “problemi” del servizio ma anche per l’aumento dell’aliquota dell’ecotassa.

 

Siamo consapevoli che, ai fini del ricalcolo dell’aliquota dell’Ecotassa, la Regione potrebbe apportare una riduzione se il Comune di Bisceglie attuasse gli obiettivi di “premialità” previsti dalla L.R. 38/11.

In questo senso, chiediamo all’Amministrazione se abbiano fatto sforzi in tal senso riuscendo almeno a confermare la “riduzione” a 15,00 euro a tonnellata.

Fermo restando che intercettare un finanziamento è sempre un fatto positivo a prescindere dall’importo, va evidenziato che emerge sempre una scarsa attenzione alla programmazione nel medio lungo periodo, accontentandosi sempre di un ritorno nell’immediato.

I 24.600 euro per la pulizia dell’agro sono indubbiamente utili per ripulire le bellezze paesaggistiche, archeologiche e rurali della nostra terra ma sono una soluzione temporanea… una vera e propria inutile verniciata su un cancello arrugginito.

Non aver intercettato quota parte degli 8 milioni di euro del Decreto 63/2017 dell’AGER vuol dire non avere la capacità di rafforzare in maniera strutturale quella che è stata una scelta tanto voluta dall’amministrazione, e cioè la raccolta differenziata porta a porta con tariffazione puntuale, dotandosi di nuove isole ecologiche mobili o fisse, attrezzature, sistemi per il miglioramento della qualità del differenziato, monitoraggi, ecc ecc…

Non basta verniciare il cancello… bisogna sverniciarlo, carteggiarlo per rimuovere la vecchia vernice e la ruggine, passargli l’antiruggine e poi verniciarlo… insomma ci vuole tanto lavoro preventivo.

Se sui problemi come quello della raccolta dei rifiuti non si interviene in maniera sistematica e strutturale continueremo a trovarci con la TARI in aumento e anche lo sforzo di aver intercettato i 24.600 euro verrà vanificato il giorno dopo.