Non vi fu pressione indebita, assolto il generale Pasquale Preziosa

Il tribunale militare di Roma ha assolto il generale Pasquale Preziosa con la formula “perchè il fatto non sussiste” dall’accusa di “minaccia a un inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri” (art. 145 e 58 del Codice penale militare di pace).

L’alto ufficiale biscegliese era stato accusato insieme ad altri suoi due colleghi: il generale Gianpaolo Miniscalco e il colonnello Antonio Di Lella. Una vicenda che nasce tutta da una lettera anonima inviata nel 2015 ai vertici dello Stato, con cui si rivelava che il generale Carlo Magrassi fosse inidoneo al volo e che da tempo non effettuava visite mediche per percepire indebitamente l’indennità di volo.

Secondo gli inquirenti, fu Preziosa a macchinare contro Magrassi per impedirgli di fare carriera.

L’accusa era subito trapelata sulla stampa con grande risalto, anche perché i magistrati erano giunti a perquisire gli uffici dello Stato maggiore e sequestrare 76mila file. La vicenda contribuì a sbarrare a Preziosa la strada verso l’incarico di capo di Stato maggiore della Difesa. A metà giugno 2016, quando era ormai da alcuni mesi in congedo per raggiunti limiti di età, Preziosa fu rinviato a giudizio. Ora, l’assoluzione.

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