“Il nudo nell’arte dall’800 ad oggi” presso Palazzo Tupputi

Artisti che hanno scandalizzato, imbarazzato, indignato e persino suscitato proteste con le loro opere d’arte.

Sul tema: “Corpi Senza Veli, il Nudo nell’Arte, dall’ Ottocento ad Oggi”, si e’ discusso a Palazzo Tupputi durante il terzo appuntamento di Tupputi Arte, nell’ ambito del ciclo di incontri ideati dal Cineclub Canudo progetti culturali organizzati dal direttore del Laboratorio Urbano Antonio Musci con la collaborazione di Daniela Di Niso.

Le opere sono state illustrate e spiegate grazie alla prof.ssa. Lia De Venere storico e critico d’arte, docente di storia dell’ arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Bari.

La De Venere ha illustrato le modalita’ che la raffigurazione del corpo umano nudo ha adottato a partire dalla fine del XVIII sino ad oggi. “ Abbandonati gli stilemi formali e le motivazioni di tipo religioso, mitologico e storico che aveva assunto in passato, la raffigurazione del corpo umano e’ diventata oggetto di grande interesse per gli artisti intenzionati a porre in risalto la sua fisicita’ in tutti gli aspetti anche quelli poco attraenti o addirittura ripugnanti, infatti i nudi sono stati raffigurati non solo esaltandone l’ armonia formale, la carica erotica, ma anche ponendone in luce la mancanza di grazia, le deformita’, gli effetti della malattia, i segni della vecchiaia e persino della morte.

Il pittore francese Georges Seurat 1888, dipinge tre volte la stessa donna, nella sua quotidianita’ con una tecnica particolare” il Puntinismo” di cui fu il maestro per eccellenza. E’ come se fossero le tessere di un mosaico o i pixel di una foto molto ingrandita.

Nel dipinto “La Tinozza”di Edgar Degas conosciuto come il pittore delle ballerine e’ uno dei piu’ celebri rappresentanti della corrente pittorica, Paul Gauguin invece emigra da Parigi e si stabilisce a Tahiti, dove ha relazioni con donne del posto e le dipinge, ecco dunque spiegati i suoi dipinti di donne dalla bellezza esotica. Nel “Lo Spirito dei Morti Veglia” si nota una donna distesa sul letto che ha paura dei sogni.

Il norvegese Edvard Munch famosissimo per il noto dipinto “l’Urlo” divenuto l’ icona di una societa’ atterrita e angosciata e’ considerato l’ esponente di spicco dell’arte espressionista.

Dipinge una “Madonna” nuda molto magra con l’ aureola profana che potremmo definirla una Madonna Dissacrata.

Nel dipinto “La Puberta’” di Edvard Munch e’ raffigurata una giovane donna che sembra non sapere nulla della vita con il volto incerto e spaurito. Al contrario il pittore tedesco Ernest Ludwig Kirchner dipinge Marcella, una bambina truccata in modo eccessivo che fa pensare abbia le idee ben chiare sul proprio futuro e cio’ non e’ rassicurante. Ricorda le bambine attuali di oggi pesantemente truccate che partecipano ai concorsi di bellezza americani.

Nel dipinto Les Demoiselles D’Avignon, le modelle furono prese da Pablo Picasso dai bordelli che frequentava a Barcellona. Ci sono delle analogie con il dipinto di Cezanne “Le Grandi Bagnanti”  dove c’e’ un rapporto felice tra le donne e la natura.

I critici hanno definito questo dipinto come il primo che ha aperto la strada al cubismo

Nonostante Picasso fosse un innovatore prendeva sempre spunto da opere del passato.

Non fu mai un galantuomo con le donne che innamoratissime di lui finirono per suicidarsi.

Nell’ opera di Marcel Duchamp, “Nudo che Scende le Scale” 1912 l’ opera fu molto criticata, perche’ secondo gli schemi del tempo, il nudo non doveva muoversi, nelle accademie il nudo e’ in posa. Lo stesso artista si fa fotografare mentre scende le scale, attraverso il cosiddetto fucile fotografico o tecnica della cronofotografia ovvero la possibilita’ di registrare un’ unica immagine in movimento su di una lastra

Nel “Le violon d’Ingres” di Man Ray cui e’ immortalata la schiena nuda della modella Kiki De Montparnasse la donna diventa passatempo,l’ artista le aggiunge sulla schiena due fessure tipiche del violino con un inchiostro nero chiamate effe in quanto hanno la forma di questa lettera d’ alfabeto in corsivo. La forma della schiena femminile diventa a tutti gli effetti un violino di carne e ossa.

L’ artista surrealista Rene’ Magritte dipinge “Lo Stupro” con il corpo femminile della modella raffigurato al posto del viso in quanto lo stupratore non guarda gli occhi ma l’atto che vuole compiere.

Sono considerate opere d’arte invece i corpi viventi di Piero Manzoni che li firma aggiungendoci un timbro nel 1961, divenuto noto anche per “ Merda d’Artista di cui resta un mistero il vero contenuto delle piccole lattine.

Nella Pop Art dell’artista britannico Allen Jones in: Hatstand, Table and Chair creato nel 1969 , o “Women as Furniture” o “La donna e’ Mobile” l’ opera fu rovinata con l’ acido per protesta. I suoi soggetti femminili si trasformano in elementi di arredo umani. Molto del suo lavoro attinge all’ immaginario del feticismo della passione per il lattice. Demonizzato dalla sinistra femminista, lo scultore inglese Allen Jones e’ stato escluso per 40 anni dalle gallerie di Londra, nonostante i suoi prodigiosi meriti artistici. Le sculture che si possono ammirare del Korova Milkbar nel film Arancia Meccanica del regista Stanley Kubrick si ispirano alle opere di Jones.

Lo scultore Bruce Nauman americano invece usa una tecnica diversa realizza le sue opere con il neon e raffigura 5 uomini che marciano. Diverso dagli standard attuali e’ Lucian Freud che raffigura opere sgradevoli e cadenti con corpi obesi in letti disfatti e sporchi.

In “Tragic Anatomies” di Jake e Dinos Chapman, due artisti britannici, conosciuti come I Chapman Brothers, si parla del dramma della guerra dove i corpi subiscono delle trasfigurazioni. Le loro opere sono deliberatamente scioccanti cosi’ come lo e’ la guerra.

Nella scultura in marmo dell’ artista britannico Marc Quinn e’ raffigurata Alison Lapper deforme dalla nascita per effetto della talidomide, un farmaco che fu venduto negli anni 50 e 60 come sedativo in particolar modo per le donne in gravidanza. La scultura fu esposta a Trafalgar Square di Londra. Le sue gambe e braccia sono troncate. Venne raffigurata quando era incinta ed ha accettato di posare per Marc Quinn nel 1964. Nel 2012 l’opera e’ stata usata come elemento centrale della cerimonia d’ apertura delle paraolimpiadi estive del 2012

Macabra e’ invece la fototografia del cadavere di un uomo accasciato a cui e’ stata fatta l’ autopsia.

L’ uomo ha uno sguardo tenero e sereno, la posa ricorda quella del Cristo, a fotografarlo e’ lo statunitense  Joel Peter Witkin e lo ha intitolato: Glassman ovvero l’ uomo di vetro in quanto e’ trasparente e non ha un nome. E’ un uomo morto ammazzato, nemmeno da morto nessuno reclama il suo corpo non e’ nessuno nemmeno da morto. Forse lui stesso e’ un assassino.

L’artista italiana Vanessa Beecroft invece, mette in posa delle modelle che devono restare immobili. Realizza performance utilizzando il corpo di giovani donne piu’ o meno nude mosse secondo precise coreografie con opportuni commenti musicali e con il variare delle luci. Volgare invece e piuttosto kitsch e’ stata ritenuta dalla critica l’opera del marito di Cicciolina o Ilona Staller. E’ raffigurata la stessa pornostar ed ex parlamentare in posa sexy con suo marito l’ artista Jeff Koons intitolata Made in Heaven

Per informazioni  34 06 13 17 60

340 22 15 793 info@palazzotupputi.it

Antonella Salerno

 

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