Ricordiamo Antonio Acquaviva, vittima dell’uranio impoverito

Un ricordo per tutti quelli che hanno pianto e sventolato bandiere a mezz’asta, per gli italiani morti in guerra o per i Marò, ma che di fronte alla scomparsa di Antonio Acquaviva, non hanno battuto ciglio.

Lui e i suoi colleghi ignoravano i frequenti bip dei rilevatori di radiazioni in dote, e non adottavano precauzioni perché gli era stato detto che non c’erano rischi, al contrario degli americani che si muovevano bardati come marziani, con tute lunari e caschi di protezione, per non entrare mai a contatto con l’atmosfera.

Al brigadiere gli fu riscontrato un tumore che egli stesso anticipò ai medici di essere sicuro che fosse al pancreas. Perché? «Perché ho già perso per questo motivo altri colleghi di missione», rispose il brigadiere biscegliese.

Riposa in pace, Antonio.

Nicola Losapio

One thought on “Ricordiamo Antonio Acquaviva, vittima dell’uranio impoverito”

  1. Il Gen. Fernando Termentini (ora in pensione) si è battuto contro la disinformazione sul tema della protezione dall’uranio impoverito nella guerra dei balcani e in altre aree di guerra. Su Facebook è piuttosto attivo.

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