Una città in fase di stallo tra quadriglia e giri di valzer

In gergo giornalistico, quando si vuol scrivere un pezzo, si leva il cappuccio alla penna. Poiché la penna oramai è quasi diventata un optional, viene spontaneo mettersi al PC e scrivere.: la tastiera la fa da padrone, povera penna che fine ingloriosa. Ma non è di penne e tastiere che voglio scrivere: desidero scrivere della nostra città e di una telefonata appena ricevuta dall’Assessore Natale Parisi, il quale, mettendo sul piano personale un mio post di questa mattina, non reggendo il confronto verbale che io volevo intessere, ha ben preferito chiudermi il telefono in faccia. Grazie Natale, dovevo arrivare alla mia età per dirmi che ci volevi tu per farmi cadere tutto il mio impegno verso una vita di lavoro svolto con abnegazione, la mia disciplina mentale, il mio impegno nel sociale, la mia passione verso questa città che oramai vive una stagione all’insegna di una caduta di impegno senza uguale. Grazie Natale, grazie anche per avermi chiuso il telefono in faccia, ma soprattutto dico grazie a me stesso che non potrò dire grazie a te per non avermi chiamato con una scusa – come a dire “perdonami, mi è caduta la linea”. Che brutta cosa è essere legato allo stile ed al galateo.
Esprimo ormai rassegnato ed indignato il mio lamento, scrivo con fermezza e rabbia una situazione armai allo sfascio e al degrado cui questa città ne è preda, ormai da un po’ tempo senza più un’impronta senza identità caduta nella più squallida e deplorevole situazione…mi ripudia e mi rivolta vedere una città che muore giorno dopo giorno.
Non si può disconoscere che Bisceglie, nel corso degli anni ha anche attraversato fasi storiche importanti e di una certa serenità economica, però di fatto non è stata mai messa nelle condizioni di far tesoro di tali esperienze, giungendo ai giorni nostri con troppe contraddizioni che hanno vanificato le previsioni e le prospettive di sviluppo.
Questa città non è mai riuscita a spiegare le ali e prendere il volo anche di fronte ad appuntamenti favorevoli. Piccoli sussulti, qualche sobbalzo, ma poi si è sempre arenata tra la polvere dell’improvvisata pista di decollo. Colpa del motore? Colpa dell’equipaggio? O del pilota poco erudito nell’azionare i congegni della cabina di comando?
Noi siamo convinti che una certa percentuale di responsabilità va sicuramente attribuita alla incapacità, da parte di chi gestisce la cosa pubblica, di muoversi con intraprendenza nell’ambito dei labirinti burocratici: ma un’altra percentuale di responsabilità, che poi sarebbe la più consistente, va, senza ombra di dubbio, ricercata nel pantano politico-amministrativo in cui da tempo è caduta la città.
Infatti, l’incuria e la negligenza, hanno frenato e svilito le non poche risorse e potenzialità pur disponibili, trascinando la nostra città all’immobilismo totale, alla crisi socio-economica e all’arretramento culturale.
L’analisi storica sarebbe troppo lunga, ma voglio evidenziare unicamente i tempi recenti vissuti e quelli che stiamo vivendo. Bisceglie è quella che è, è quella che vediamo e che stiamo utilizzando. Seduta su se stessa sotto il peso di una grave recessione economica evidente, di atteggiamenti a volte ambigui e interessi non sempre collettivi.
In questo contesto non si può fare a meno di esprimere il nostro disappunto anche nei confronti dell’attuale governo della città, il quale tra luci e ombre (più ombre che luci) a tutt’oggi, dopo un anno di gestione, chacchiere e tabacchiere e ligne (bastaaaa… per favore!!!) si è unicamente limitato a interventi temporanei, mai risolutivi e di sola facciata, che nulla hanno a che vedere con gli interessi e i problemi reali di cui abbisogna l’intera collettività.
Ci si giustifica dicendo che la città soffre di vecchie cancrene e quindi, necessita di lunghe terapie. Ma il cittadino si domanda: perché non ricorrere a qualche terapia intensiva?
La verità è che il tempo si è fermato a Bisceglie e se continua a scorrere lo fa molto più a rilento che in altre realtà anche a noi vicine.
Le ore e i giorni a Bisceglie sono più lunghi. Con questo ritmo anche qualche occasione importante non riesce a decollare come dovrebbe: il tanto sbandierato sviluppo turistico ha avuto l’effetto di portare in questa nostra comunità solo rincari e nient’altro.
Non abbiamo interesse a individuare responsabilità specifiche, ma quello che ci preme, invece, è mettere sotto accusa il modo di procedere e l’atteggiamento disinvolto e a volte persino latitante rispetto a precise responsabilità.
Si assiste spesso, a dispute tra politici, parolai che appaiono – scusate la malignità – sapientemente creati per confondere le idee; a continue quadriglie e giri di valzer tanto che in un anno da Palazzo San Domenico non si è levato un peana di gioia, ma solo squittii di ballerini da avanspettacolo, tanto da far impallidire persino il mistico teatro Ambra Iovinelli di Roma vero tempio dell’avanspettacolo, che veri politici ai quali dovrebbe stare a cuore la sorte di una intera città. Ma non è così.
A noi interessa che, da parte degli amministratori, venga data contezza, di giorno in giorno, delle realtà dei fatti e degli atti compiuti in connessione alla possibilità di una immediata rivitalizzazione di Bisceglie a tutti i livelli, ma soprattutto economico, sociale, culturale, della sicurezza, della vivibilità della città che sta vivendo una stagione della sua vita assai grigia.
La città è invasa da un degrado indicibile. Basta farsi un giro per le strade per vedere quanta sporcizia ed incuria fanno da cornice ad un ambiente che andrebbe meglio tutelato e preservato, per non parlare poi dei giardini cittadini la cui manutenzione non esiste.
I nostri amministratori dovrebbero percorrere tutta la città a piedi per rendersi conto che Bisceglie non è solamente il centro: Bisceglie è anche periferia, è anche Via Di Vittorio, Via Ugo La Malfa, giardini di Piazza Salvo D’Acquisto, marciapiedi divelti e invasi da cumuli di immondizie tanto da fare impallidire i più noti marciapiedi di Calcutta, le aiuole degli alberi dove ormai da tempo ogni rifiuto è di casa con grave pregiudizio della vita stessa delle essenze arboree.
La situazione di Bisceglie è molto grave tanto da raggiungere punte da primato e appare in continua espansione. I cittadini vivono un senso di baratro quasi insuperabile nei confronti della società, dovuto alla mancanza di prospettive per il futuro.
Io credo sia necessario dare, agli abitanti di questa città, punti di riferimenti certi per far rinascere in essi la speranza di essere protagonisti della vita stessa della città.
Bisogna creare idee e presupposti affinché tutti si esca dalla solitudine per evitare che si entri nell’anonimato sociale con la conseguenza di essere domani, solo attenzione di richiesta di voti.
È vero che è compito primario di tutti risolvere situazioni di così vasta portata, ma a livello locale cosa è stato fatto o si pensa di fare? In poche parole, si vogliono segnali concreti rivolti a risolvere i problemi della città e che convincano a ritenere che quanto annunciato dai pulpiti della politica siano progetti realizzabili e non programmi astratti pregnati di solo chiacchiere.
Altrimenti è lecito pensare, ancora una volta, che la città di Bisceglie è destinata ad essere amministrata da soggetti che puntualmente vengono meno ai doveri e alle responsabilità da loro assunti all’epoca delle elezioni e che soprattutto, quando chiamano al telefono un cittadino, non gli si chiuda il telefono in faccia. Dimenticavo: la classe non è acqua.

 

PASQUALE STIPO

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