In Parlamento i biscegliesi Boccia e Galantino: il gigante ed il bambino

Al banco del Governo siede il ministro Francesco Boccia, all’opposizione vi è l’on. Davide Galantino che ha dichiarato il suo netto voto contrario al Conte bis ed all’alleanza del Pd col Movimento 5 Stelle. Boccia eletto col proporzionale sicuro, Galantino catapultato a sorpresa nel seggio alla Camera nella lista dei “grillini”, che ora è sceso dal treno del M5S ed è confluito nel gruppo Misto e a breve sarà alla corte della Meloni e dei Fratelli d’Italia. Avversari politici a Roma, compaesani a Bisceglie. L’uno in campo per gli affari regionali e le autonomie, l’altro battagliero nella Commissione Difesa per i tanti casi anomali da ascoltare. Ma Davide contro Golia è in vantaggio: ha fatto approvare le norme sul bullismo in caserma (è il primo militare graduato della storia ad essere deputato ) ed introdurre lo studio della storia locale nella legge sull’educazione civica. Inoltre ha presentato una proposta di legge per il “taglio” delle liste di candidati nelle elezioni comunali. Boccia ha fondato e fatto sbarcare a Bisceglie la maratona digitale “DigithON”, importante trampolino di lancio nazionale per i giovani inventori di startup. Dal canto suo, intanto, Galantino ha consegnato, personalmente, ai dirigenti scolastici alcuni testi di storia locale (di cui si è reso promotore con l’approvazione da parte del Governo di un ordine del giorno nell’ambito della legge sull’Educazione Civica – art. 8) ed ha donato anche il materiale di cancelleria fornito come dote ai parlamentari. Un buon avvio, insomma, per il nuovo anno scolastico 2019-2020. In attesa della prossima mossa del ministro biscegliese. Entrambi entrano nella storia. Un ministro lo si annoverava nella storia di Bisceglie dal 1901. Ma fu un ministro dello Stato del Vaticano, ovvero il cardinale Donato Maria Dell’Olio. Con Francesco Boccia, biscegliese di 52 anni, nominato ministro per gli Affari Regionali, la città entra nella storia della Repubblica italiana. Ripercorrendo i precedenti, infatti, bisogna partire dal deputato gen. Ottavio Tupputi (1789-1865), primo biscegliese a salire sullo scranno istituzionale del Parlamento italiano nella VII legislatura. “Nominato senatore del Regno , rinunziò alla deputazione del collegio elettorale di Molfetta; il dicastero con telegramma ne diè parte al ministro dell’Interno. “Dopo la lettura del decreto di convocazione, in cui non si chiama Molfetta all’elezione, mi corre novellamente l’obbligo di ripetere la mia rinuncia a deputato del collegio di Molfetta che non figura nel detto decreto”, scrisse Tupputi. Poi fu la volta del progressista Giulio Frisari nominato senatore dal 1861 per due legislature, dopo essere stato consigliere provinciale, presidente del Consiglio provinciale e sindaco. Bisognerà attendere decenni prima del ritorno a Roma di un parlamentare biscegliese: l’on. prof. Giovanni Bruni, docente di lettere, eletto dal popolo nel 1987 alla Camera dei Deputati per il Partito Repubblicano italiano nella Circoscrizione Bari-Foggia con 13.776 voti. Rimase in carica per tutta la X legislatura. Nel 1994 si affermò Francesco Amoruso eletto deputato nel Collegio Bisceglie-Molfetta, rieletto nel 1996, nel 2001 e nel 2006 (Alleanza Nazionale e Popolo della Libertà). Successivamente fu senatore per due legislature fino al 2018 (Forza Italia e Alleanza Liberal Popolare Autonomie) e nel corso della sua carriera politica membro della Commissione Esteri e presidente della Commissione di vigilanza sugli enti di previdenza sociale. Per il biennio 2006-2008 sedette alla Camera l’avv. Francesco Napoletano (Comunisti Italiani e gruppo Misto), componente delle Commissioni Bilancio e Vigilanza Cassa Depositi e Prestiti e poi più volte sindaco di Bisceglie. L’arrivo di Francesco Boccia, docente nell’Università di Castellanza, alla Camera avviene nel 2008 col Partito Popolare Italiano, eletto col proporzionale in Puglia. Confermato in altre due legislature (col Partito Democratico), è stato presidente della Commissione Bilancio della Camera. La storia continua.

LUCA DE CEGLIA

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