Il Bilancio comunale annullato dal Tar, le opposizioni vincono il ricorso

È stata pubblicata oggi 18 novembre la sentenza n. 642 del Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) di Bari con cui viene accolto il ricorso dei consiglieri di minoranza per l’annullamento della delibera di Consiglio Comunale n. 33 del 16.04.2019, avente ad oggetto “esame e approvazione del Bilancio di previsione Finanziario 2019-2021 e relativi allegati”, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguenziale, comprese le tariffe TARI e la deliberazione di Giunta comunale n. 125 del 14.5.2019 di approvazione del PEG per il triennio 2019 – 2021.

I consiglieri comunali ricorrenti, Vincenzo Amendolagine del gruppo M5S, Enrico Capurso e Franco Napoletano del gruppo Il Faro, Giorgia Preziosa e Alfonso Russo del gruppo #nelmodogiusto e Francesco Spina del gruppo Spina per Bisceglie, avevano evidenziato “reiterate violazioni normative e regolamentari” compiute nell’adozione del bilancio e degli atti connessi,  da parte dell’Amministrazione Angarano.

Tra i motivi principali del ricorso, l’impossibilità da parte dei consiglieri di opposizione di proporre emendamenti o comunque di discutere il Documento Unico di Programmazione. Lo sottolinea la stessa sentenza quando «pone in rilievo la mancata convocazione e svolgimento (sia per quanto riguarda la formazione del DUP, sia per quanto riguarda il suo aggiornamento) di una seduta consiliare “dedicata” che potesse consentire ai consiglieri comunali l’esercizio delle proprie prerogative».

Il Tar ha censurato in particolare il comportamento del Segretario Generale che «ha illegittimamente presupposto la possibilità di prescindere dall’indizione e dallo svolgimento di una specifica seduta di Consiglio comunale per la discussione degli emendamenti al DUP».

Cosa succederà ora? Lo dice la stessa sentenza: «L’annullamento del DUP si ripercuote, per illegittimità derivata, sugli ulteriori atti impugnati, il tutto sostanziando una situazione analoga alla mancata approvazione del bilancio di previsione nei termini di legge, impregiudicata restando –in sede di riedizione del potere– la rinnovazione del procedimento di approvazione nel rispetto delle prerogative di tutti i consiglieri comunali».

Tutto da rifare, insomma.

 

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