Sunia: occorre rifinanziare i sostegni agli affitti ed elargirli al più presto
La Ministra De Micheli ha ricordato la disponibilità di 46 milioni per il 2020 per il fondo destinato alla morosità incolpevole. È sicuramente una risorsa importante, ma dato che l’atto prevede un iter, una ripartizione e una destinazione che difficilmente potranno incidere nel breve periodo bisogna prevedere una forte accelerazione e integrazione per contribuire ad alleviare la gravissima emergenza abitativa indotta dal Coronavirus anche perché sono destinati a chi lo sfratto per morosità lo ha già subito, mentre è necessario prevedere misure per prevenire il ricorso al giudice.
Per raggiungere questo obiettivo sono irrinunciabili misure sia di massiccio rifinanziamento che di semplificazione delle procedure e in particolare:
un rifinanziamento del fondo di sostegno all’affitto di almeno 300 milioni;
l’unificazione sostanziale dei due fondi previsti dalle norme attuali (sostegno affitti e morosità incolpevole) trasformandoli in strumenti permanenti e strutturali della politica abitativa per l’affitto sostenibile;
la estrema semplificazione delle procedure di assegnazione dei contribuiti da versare direttamente al proprietario a seguito di domande presentate al Comune sia singolarmente dall’inquilino che in forma congiunta con il proprietario, con modalità informatiche, eliminando bandi interminabili e rivedendo i criteri le condizioni farraginose della normativa vigente. Tutte misure indispensabili per evitare un prevedibile massiccio contenzioso da sfratti;
il raccordo tra queste misure con incentivi anche fiscali a partire dall’IMU ai proprietari che sottoscrivono con gli inquilini patti contrattuali di rinegoziazione e passaggio dal canale libero a quello concordato, con abbassamento del relativo affitto che la incombente emergenza economica renderà inevitabile per sostenere una domanda altrimenti destinata ad essere disattesa e insoddisfatta. La crisi rischia di produrre, se non interverranno già nel Decreto di aprile queste misure, un gigantesco e ingestibile contenzioso che riguarderà le famiglie dei conduttori, dei lavoratori e degli studenti fuori sede già in difficoltà con l’affitto di marzo.