Azzolina a Emiliano, scuola sia aperta. “Decido io”

La chiusura delle scuole in Puglia, decisa dal presidente Emiliano, dopo quella in Campania per mano del governatore De Luca, non è piaciuta affatto alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha assunto una ferma presa di posizione e attaccato, senza nominarlo, il governatore pugliese. Al suo fianco la ministra ha trovato il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri che oggi ha detto che “non risulta che la scuola faccia crescere i contagi”.

Ma in maggioranza sono arrivate bordate dai dem, pronti a difendere Emiliano. “La Regione Puglia – ha scritto la ministra sui social – ha sospeso le attività didattiche in presenza definendo ‘impressionante’ il numero dei contagi. Eppure si tratta di 417 studenti risultati positivi su una popolazione studentesca di 562 mila. La stessa Regione ha poi ammesso che il problema in realtà non è la diffusione del virus all’interno delle scuole ma l’organizzazione del lavoro della Sanità regionale. Si riaprano al più presto le scuole, evitando conseguenze gravi, presenti e future, per gli studenti e per le famiglie”.

Per la titolare del ministero di viale Trastevere, “Pensare di risolvere il problema chiudendo le scuole è una mera illusione. Perché i ragazzi escono, anzi usciranno di più e rischieranno di contagiarsi. A scuola invece, non solo ci sono misure di sicurezza, ma anche protocolli che permettono controllo e tracciamento. La scuola non è “un problema” come qualcuno ha scritto. La scuola è futuro e speranza”. Dal canto suo Emiliano, senza mai nominare la ministra ma chiaramente rivolgendosi a lei, ha risposto in modo duro. “Sospendendo la didattica in presenza ho esercitato le mie legittime prerogative previste dalla legge, come il presidente del Consiglio ha esercitato le sue con i vari Dpcm che ha emesso. Se ho qualcosa da dire al Governo o al presidente Conte lo faccio nella sede competente in riservatezza e senza polemizzare pubblicamente”. Per tutta la giornata sono girate notizie sul ritiro dell’ordinanza di chiusura delle scuole da parte di Emiliano ma il governatore ha smentito, “E’ falso”.

Accanto ad Emiliano sono scesi in campo il vicesegretario del Pd Andrea Orlando – “ll dpcm, ha detto, prevede che le Regioni debbano assumere ulteriori misure necessarie, rispetto a quelle già previste, a contenere la pandemia. I ministri che criticano l’esercizio di questi poteri evidentemente non hanno letto il dpcm o non lo condividono”- e il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Italia Viva invece è sulla linea della ministra dell’Istruzione: “La chiusura della scuola – ha scandito la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova – è un disastro enorme e dovrebbe far tremare le vene ai polsi, la scelta della Puglia è scellerata. Credo che il governo debba impugnare queste delibere, la scuola non si può chiudere sapendo che non è la fonte della diffusione del Covid: bisogna affrontare il problema dei trasporti”.

“Le scuole per i piccoli non possono essere chiuse. Michele Emiliano riveda le sue decisioni per i settori in cui la didattica a distanza è complicata”, ha chiesto anche la Cisl Scuola con Maddalena Gissi. Per il presidente della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, “Emiliano può restringere le misure del Governo ma io credo che la scuola debba essere al massimo garantita in presenza”. Nell’opposizione c’è chi, come la deputata di FI Elvira Savino, pensa che la lite sulla scuola tra M5S e Pd “da’ la misura dello sbandamento totale di questo Governo e di questa maggioranza. Il tutto sulla pelle degli studenti”. E intanto da domani oltre mezzo milione di alunni pugliesi rimarranno a casa, con quasi 24 mila classi che nelle scuole statali rimarranno chiuse. Complessivamente in una sola settimana di chiusura non verranno svolte 745.790 ore di lezioni in presenza con il rischio, molto concreto, che in remoto non tutti gli alunni riescano a fruirne.

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