Mons. D’Ascenzo: anche se nella distanza fisica “sperimentiamo la relazione con Dio e gli altri”

“Viviamo alla giornata e ad ogni Dpcm molti si chiedono quali misure adottare rispetto alla catechesi nelle nostre comunità parrocchiali, facendo paragoni non sempre adeguati con il mondo della scuola. Anche se siamo in un tempo difficile e faticoso e i protocolli considerano la catechesi una lezione scolastica, vogliamo ribadire che la catechesi e l’annuncio non sono tutto questo”. Lo scrivono, nella lettera “In questo tempo non siamo soli”, l’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, mons. Leonardo D’Ascenzo, don Vito Sardaro, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, e l’équipe diocesana. “Senza cedere alla tentazione dello ‘schermo-panacea’ (che in taluni casi può essere utile e stimola la creatività) possiamo lasciarci guidare dagli Orientamenti pastorali diocesani”, che suggeriscono di “abitare la Chiesa rendendo più vive le nostre liturgie con una presenza che ci faccia riscoprire il mistero dell’incontro con il Signore della Vita e gustare il sapore della fraternità in questa casa comune”. Nella lettera si suggerisce “un piccolo segno” e cioè “invitare tutte le famiglie della comunità, ad un ora prestabilita (magari in serata), a fermarsi per pochi minuti per elevare al Signore la nostra preghiera”. Seppur nella distanza fisica, “possiamo sperimentare – conclude il testo – la relazione con Dio, la prossimità umana e il dono di sentirci membra vive del Corpo di Cristo che è la fraternità sparsa sul territorio”.

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