Lopalco tenta una timida giustificazione: «La scelta dell’arancione in base all’incidenza»

“Nelle province di Foggia e Barletta-Andria-Trani, che mostravano nel loro complesso per i 21 indicatori una situazione prossima alla fascia arancione, abbiamo selezionato quei comuni la cui incidenza era 1,3 volte maggiore rispetto alla media regionale. Per il resto dei comuni che cadevano in province spiccatamente “gialle”, abbiamo selezionato quelli – Altamura e Gravina che avevano un’incidenza 2 volte maggiore quella regionale”. È quanto spiega in un post pubblicato sui social, l’epidemiologo e assessore regionale alla Sanità, Pier Luigi Lopalco chiarendo i contenuti dell’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che inserisce – da oggi e fino al 14 dicembre – venti comuni pugliesi distribuiti in tre province – Foggia, Bat e Bari – in fascia arancione. Il resto della regione è invece in zona gialla.

“Chi mi conosce- è la premessa di Lopalco- sa che non ho mai plaudito la scelta di dividere la regioni italiane in fasce di rischio, per diversi motivi. Primo, tutto il Paese è in piena seconda ondata pandemica e le differenze fra regioni sono principalmente legate a una non perfetta sincronia: per esempio l’ondata in Puglia è partita dopo e con ogni probabilità terminerà dopo. Secondo, il sistema dei famosi 21 indicatori non tanto si adatta a essere la base di una decisione politica su chiusure e limitazione di movimenti. Terzo, ma non ultimo, la comunicazione intorno al sistema dei colori non è stata felice per cui la traduzione del colore in italiano corrente è stata la seguente: rosso= iniziamo a preoccuparci, arancione= il problema è la mancanza di posti letto, giallo= liberi tutti”. “Un altro limite del semaforo della pandemia è che rispetta necessariamente i confini amministrativi regionali: i virus, però, i confini non li vedono nemmeno e non vedono i colori”, aggiunge e semplifica: “La Puglia è stretta e lunga. Dal Gargano al Salento le differenze demografiche, economiche, strutturali sono davvero importanti e molte di queste rappresentano importanti determinanti per la diffusione virale. Chi conosce i dati nel dettaglio capisce immediatamente come una classificazione su base regionale in un tono unico di colore è molto limitante. Se fasce di colore devono essere, a quel punto bisogna essere precisi”.

“Da qui la decisione, in accordo con Sindaci e Presidenti di Provincia – e dopo aver sentito il Ministro della Salute – di applicare misure da fascia arancione ad un gruppo di comuni che di giallo avevano poco – prosegue – Giusto? Sbagliato? Non saprei, ma almeno è stato un criterio oggettivo e condiviso”. “Resta il fatto che – personalmente – spero vivamente che il sistema del semaforo dopo la pausa natalizia venga messo in soffitta. Il virus è daltonico, ricordiamocelo”, conclude.

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